Folla commossa ai funerali di Maria Paola a Caivano (Ansa)
Folla commossa ai funerali di Maria Paola a Caivano (Ansa)

Caivano (Napoli), 15 settembre 2020 - E' il giorno del dolore e dell'addio, a Caivano. Alle 16,30 la bara bianca con il corpo di Maria Paola Gaglione arriva nella chiesa di San Paolo Apostolo, accolta da un commosso applauso. Ma prima, come un duro monito, in bella mostra nel piazzale si poteva leggere l'addio di Ciro, il compagno trans della ragazza, che era con lei sullo scooter inseguito e speronato dal fratello Michele, arrestato con l'accusa di omicidio preterintenzionale. "Correvamo solo verso la nostra libertà, o almeno credevamo di farlo  verso la nostra piccola grande felicità - scrive Ciro - Ovunque sarai, il mio cuore sarà lì con te. Ti amerò oltre le nuvole. Ciro". Il fidanzato transessuale di Paola, non c' non c'era al funerale: prima della cerimonia, scortato dalla polizia si è recato all'obitorio a salutare la salma. 

Funerali di Maria Paola, lo striscione di Ciro (Ansa)

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Dietro la bara di Maria Paola è entrata in chiesa la madre Pina, sorretta dal marito e da altri familiari. La donna è rimasta seduta, affranta per il dolore, per tutta la cerimonia funebre. Alcune delle partecipanti al funerale indossano una maglietta con la riproduzione della foto della 18enne morta durante l'inseguimento da parte del fratello.
Alla fine delle esequie due lunghi applausi e un volo di colombe hanno salutato l'uscita della bara di Maria Paola, mentre dal sagrato della chiesa sono stati fatti volare anche dei palloncini bianchi a forma di cuore

L'omelia: qui l'odio tace

"Qui siamo in chiesa, il luogo dove l'odio tace. Non c'è posto per l'odio in chiesa", esordisce don Maurizio Patriciello dopo aver pregato tutti di spegnere i cellulari.

"Scusaci Paolè, ti chiediamo perdono per non essere stati capaci di custodire questa tua fragile e preziosissima vita - ha detto don Maurizio  - Oggi dopo tanto parlare vogliamo volgere lo sguardo a te, Paola. Sei passata in questo mondo come un fulmine e troppo presto per te è giunta la sera, una tragica, fulminea, terribile sera. Se la morte mettesse davvero la parola fine alla gioia della vita ci sarebbe di che disperarsi, ma noi siamo in una chiesa cristiana cattolica, la stessa dove sei stata battezzata da questo prete che sta celebrando il tuo funerale. Oggi, secondo una logica umana, in questa chiesa siamo tante persone vive e una ragazza defunta in quella bara bianca. Ebbene, per i cristiani le cose non sanno così, davanti a Dio non esiste il regno dei vivi e il regno della morte, solo il regno di Dio". 

Il parroco ricorda che "prima dell' orientamento sessuale ,del colore della pelle e del conto in banca viene la persona umana, creata ad immagine e somiglianza di Dio".

Don Maurizio si è commosso ricordando di aver battezzato Maria Paola, ricordando il suo sorriso. "Chiediamo perdono per i nostri limiti, il nostro stupido orgoglio, i nostri peccati - dice nell'omelia - ora è il tempo della preghiera. Sei passata in questo mondo come un fulmine, una dolorosa, tragica sera. Sei stata battezzata da questo prete che oggi sta celebrando il tuo funerale. Siamo in chiesa, la casa dove rimbomba la voce di Dio, dove l'odio tace". 

Michele voleva assistere ai funerali

Michele Antonio Gaglione, il fratello 30enne di Maria Paola, accusato dell'omicidio preterintenzionale della sorella, voleva presentare istanza per assistere alle esequie, ma sarebbe stato tutto inutile. "Non saremmo riusciti ad avere il nullaosta - fa sapere il legale del giovane, Domenico Paolella - soprattutto perché deve rispettare la quarantena prima di uscire dal carcere. Appena sarà possibile si recherà in cimitero, noi faremo certamente istanza. Ora sussistono ostacoli".
Ieri il gip di Nola (Napoli) Fortuna Basile ha confermato la custodia cautelare in carcere nei confronti di Michele, ritenendolo "incapace di controllare le proprie pulsioni aggressive" e dotato, quindi, di "una accentuata pericolosità sociale". I legali del 30enne hanno annunciato ricorso al Tribunale del Riesame. 

Il parroco: il dramma di una famiglia

In attesa del rito funebre, don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano ha dichiarato: "Non voglio essere frainteso, sicuramente la famiglia non era preparata al tipo di relazione che aveva intrapreso Maria Paola e certamente la non accettazione ha contribuito al verificarsi di questa tragedia". E sottolinea: "C'è da dire però, altrettanto chiaramente, che avrebbero osteggiato anche un rapporto di tipo eterosessuale, se inquadrato nello stesso contesto di quello di Maria Paola e Ciro. La ragazza era scappata di casa e non aveva, insieme al suo fidanzato, né un posto dove vivere né un lavoro. Normale quindi che la famiglia fosse preoccupata". E ancora: 2Sono stato a casa dei genitori stamattina e ho visto una situazione drammatica. La mamma di Maria Paola è distrutta. Una figlia di diciotto anni morta, l'altro figlio accusato di averla uccisa e, come non bastasse, una madre anziana malata a cui badare".