Kirsten Dust interpreta Maria Antonietta nell’omonimo film di Sofia Coppola del 2006
Kirsten Dust interpreta Maria Antonietta nell’omonimo film di Sofia Coppola del 2006
di Silvia Gigli Si amarono davvero. E fu un amore grande, pericoloso, vissuto sul filo del rasoio tanto da spingere il conte svedese Axel von Fersen a cancellare dalle lettere che riceveva dalla regina di Francia, Maria Antonietta, tutte le parole considerate compromettenti. "Amato", "tenero amico", "adoro", "follemente", riemergono dal carteggio tra i due 229 anni dopo. La scoperta si riferisce allo studio pubblicato sulla rivista Sciences Advances realizzato dagli scienziati del Centre de Recherche sur la Conservation (CRC), alla Sorbonne,...

di Silvia Gigli

Si amarono davvero. E fu un amore grande, pericoloso, vissuto sul filo del rasoio tanto da spingere il conte svedese Axel von Fersen a cancellare dalle lettere che riceveva dalla regina di Francia, Maria Antonietta, tutte le parole considerate compromettenti. "Amato", "tenero amico", "adoro", "follemente", riemergono dal carteggio tra i due 229 anni dopo. La scoperta si riferisce allo studio pubblicato sulla rivista Sciences Advances realizzato dagli scienziati del Centre de Recherche sur la Conservation (CRC), alla Sorbonne, coordinati da Anne Michelin.

Secondo Paola Vallone, dirigente di ricerca presso l’Istituto di Studi sul Mediterraneo del Cnr-Ismed, "la ricostruzione di queste lettere ha molte implicazioni, non solo dal punto di vista socioculturale, ma anche tecnico-scientifico. Come fatto storico, si inserisce nel corso della Rivoluzione francese (dove la regina e il marito LuigiXVI furono ghigliottinati, ndr) e qui la figura della sovrana emerge in una prospettiva diversa rispetto a quella che era stata dipinta fino a oggi, ovvero molto frivola e insensibile nei confronti dei suoi sudditi. Da queste lettere, si nota invece il suo lato sentimentale, è una donna capace di provare affetto e dolcezza. Le figure femminili all’epoca vivevano esistenze diverse a seconda del loro rango. Questo aspetto di Maria Antonietta, invece, sembra ricordarci che anche le sovrane avevano bisogno di manifestare un sentimento e vivere una relazione, di amore o amicizia o affetto".

Per ricostruire i passaggi cancellati e rendere più leggibili le parole censurate, sono state combinate spettroscopia a fluorescenza di raggi X e tecniche di elaborazione di dati. Il lavoro sullo scambio epistolare tra la regina e Axel von Fersen confermerebbe le voci sulla relazione tra i due e "sembra costituire una dimostrazione della campagna di fango operata ai danni della regina". Ne è convinto Eugenio Di Rienzo, docente di Storia moderna a La Sapienza: "Molti storici infatti ritenevano che le vignette sulla regina, volte a screditare la sua immagine, facessero parte di una strategia politica, disegnandola come una donna di facili costumi". Conservata negli archivi nazionali francesi, la corrispondenza tra la regina e il conte von Fersen va dal giugno 1791 all’agosto 1792. Le censure sulle lettere hanno lasciato perplessi gli storici per secoli. Per svelare il mistero sono state individuate differenze significative tra i rapporti di rame-ferro e zinco-ferro degli inchiostri nella versione originale e quelli utilizzati per la cancellazione. Molte delle lettere attribuite a Maria Antonietta erano, invece, copie degli originali di von Fersen: l’inchiostro del conte sembrava molto simile a quello sulle zone eliminate. Innamorati sì, ma ingegnosi come spie.