Lampedusa, 30 agosto 2019 - "Questa mattina alle 9, il personale sanitario di bordo di nave Mare Jonio ha inviato alle autorità competenti una nuova richiesta urgente di entrata in porto della nave, a causa del rischio di emergenza igienico-sanitaria. In particolare, a destare allarme è la mancanza di acqua destinata a uso igienico e alle altre necessità di bordo, mancanza che si protrae da ormai 40 ore e di cui le autorità sono informate già dalle prime ore di ieri mattina". Lo spiega Mediterranea in un comunicato. "Sottolineiamo che questa emergenza non può evidentemente essere risolta con il semplice invio di bottiglie di acqua. Desta allarme inoltre la presenza a bordo di rifiuti derivanti dal salvataggio e dalla permanenza a bordo dei naufraghi (come i vestiti impregnati di benzina e di deiezioni): il rischio di malattie comunitarie è aggravato dalla mancanza d'acqua, con conseguenti possibili danni per la salute di naufraghi ed equipaggio", conclude.

L'imbarcazione della ong Mediterranea con a bordo 99 naufraghi, fra cui 22 bimbi sotto i dieci anni e altri 16 minori non accompagnati, dopo l'ok - da parte del Viminale - ha effettuato lo sbarco di donne bambini e malati nella notte. Sui social Mediterranea Saving Humans ha scritto: "Sbarcati bambini, donne incinte e i naufraghi più vulnerabili. Ancora in 34 a bordo tra le onde. Fateci sbarcare tutti", stamane ha reiterato nuovamente l'appello.