Il corpo di Manuel Careddu è stato ritrovato nelle campagne di Ghilarza (Ansa)
Il corpo di Manuel Careddu è stato ritrovato nelle campagne di Ghilarza (Ansa)

Oristano, 19 ottobre 2018  -  Continuano le indagini sulla morte del 18enne Manuel Careddu, fatto a pezzi dai suoi stessi amici, e proprio uno dei cinque arrestati starebbe collaborando, rivelando agli inquirenti quanto accaduto la notte dell'11 settembre, quando sulle sponde del lago Omodeo è stato barbaramente ucciso il giovane.

Il branco è formato da due minorenni, e gli altri tre sono poco più grandi. L'accusa è di omicidio e occultamento del cadavere. Gli atti dell'interrogatorio al momento sarebbero stati secretati dal procuratore di Oristano Ezio Domenico Basso e dal sostituto Andrea Chelo. 

L'indagine è delicatissima e vi sono ancora da chiarire ruoli e dinamiche. Fonti vicine agli investigatori hanno svelato che più di un indagato avrebbe fornito elementi utili, e che c'è un "collaboratore" che avrebbe iniziato da subito a raccontare con chiarezza i dettagli del delitto. Non ci sono invece conferme di una vera e propria confessione esplicita dell'eventuale esecutore materiale. 

Il corpo di Manuel Careddu è stato trovato dopo oltre un mese. Una settimana dopo l'arresto dei cinque giovani amici della vittima. Il ragazzo di Macomer (Nuoro), è stato fatto a pezzi e la testa fracassatata. Il corpo era nelle campagna di Ghilarza, ritrovato grazie a una soffiata. Dagli scavi è affiorata prima una scarpa, poi quello che resta del cadavere. 

Manuel sarebbe stato ucciso in riva al lago Omodeo, nell'Oristanese, lo scorso 11 settembre, perché rivendicava le poche centinaia di euro che gli spettavano per alcune dosi di droga ceduta.

Gli accusati sono i ventenni Christian Fodde, Matteo Satta e Rinaldo Carta, di Ghilarza, e due diciassettenni, una ragazza residente ad Abbasanta, e un ragazzo, anche lui di Ghilarza. Grazie alle intercettazioni del gruppo si è arrivati agli arresti. A tradire i presunti assassini sarebbero state, infatti, proprio le parole dette all'interno della macchina dopo aver ucciso il giovane di Macomer ed essersi disfatti del suo cadavere (le cimici della polizia erano già sull'auto prima dell'omicidio per altre indagini).

Gli amici sembrano aver preparato nei minimi particolari l''eliminazione' di Manuel: lo hanno attirato in una trappola invitandolo a salire sulla loro auto con la promessa che gli avrebbero dato i soldi. Poi sarebbe anche emerso che nel mirino della gang c'era anche la madre di Manuel.