Manuel Careddu (Ansa)
Manuel Careddu (Ansa)

Oristano, 17 ottobre 2018 - E' stato trovato il corpo di Manuel Careddu, il 18enne scomparso da oltre un mese, per il cui omicidio sono già stati arrestati, una settimana fa, cinque giovani, amici della vittima. Come gli inquirenti sospettavano sulla base di prove schiaccianti, il ragazzo di Macomer (Nuoro), è stato fatto a pezzi: la testa fracassata riporta un evidente colpo sulla parte anteriore. Il ritrovamento è avvenuto nelle campagna di Ghilarza dopo una soffiata. Dagli scavi è affiorata prima una scarpa, poi quello che resta del cadavere. 

Manuel è stato ucciso in riva al lago Omodeo, nell'Oristanese, lo scorso 11 settembre, perché rivendicava le poche centinaia di euro che gli spettavano per alcune dosi di droga ceduta.

A inchiodare gli arrestati (i ventenni Christian Fodde, Matteo Satta e Rinaldo Carta, di Ghilarza, e due diciassettenni, una ragazza residente ad Abbasanta, e un ragazzo, anche lui di Ghilarza) le intercettazioni. Gli amici di Manuel hanno architettato tutto: lo hanno attirato in una trappola invitandolo a salire sulla loro auto con la promessa che gli avrebbero dato i soldi: ma è stato un viaggio di sola andata. E' possibile che sia stato uno di loro a fornire agli inquirenti qualche elemento utile per il ritrovamento del corpo. 

Il corpo di Manuel Careddu è stato ritrovato nelle campagne di Ghilarza (Ansa)Chi indaga non ha dubbi sui nomi dei responsabili: seppure in differita, ha potuto seguire quasi in tempo reale le azioni dei ragazzi grazie ad una cimice che era stata installata da tempo sull'auto nell'ambito dell'inchiesta per l'omicidio di un allevatore di Ghilarza ucciso a fucilate nel suo ovile nel mese di settembre del 2017. A tradire i presunti assassini sarebbero state, infatti, proprio le parole dette all'interno della macchina dopo aver ucciso il giovane di Macomer ed essersi disfatti del suo cadavere.

Sempre dalle intercettazioni era emerso che nel mirino della gang c'era anche la madre di Manuel: in un registrazione si sente la voce di Christian Fadda che, dopo l'omicidio, parla della possibilità di acquistare una pistola e pronuncia poi una frase choc: "La prossima volta che mi va a denunciare, le stampo un proiettile in testa".