Il premier Giuseppe Conte, 56 anni, tra. i ministri Lorenzo Guerini (Difesa), 54 anni, a sinistra,. e Federico D’Inca (Rapporti col Parlamento), 44 anni, a destra
Il premier Giuseppe Conte, 56 anni, tra. i ministri Lorenzo Guerini (Difesa), 54 anni, a sinistra,. e Federico D’Inca (Rapporti col Parlamento), 44 anni, a destra
Con l’ok di Montecitorio (298 sì, 125 contrari e 8 astenuti) prende la sua forma definitiva e passa al Senato per il ‘timbro’ finale la maxi-manovra da 40 miliardi, la più corposa degli ultimi anni, che dovrà essere approvata entro mercoledì per evitare l’esercizio provvisorio. Il via libera arriva sotto gli occhi di Giuseppe Conte, presente in Aula a Montecitorio, e nel segno di una pre-crisi di governo che, nei corridoi dei Palazzi romani, nessuno esclude più. I primi giorni di gennaio, secondo il tam tam...

Con l’ok di Montecitorio (298 sì, 125 contrari e 8 astenuti) prende la sua forma definitiva e passa al Senato per il ‘timbro’ finale la maxi-manovra da 40 miliardi, la più corposa degli ultimi anni, che dovrà essere approvata entro mercoledì per evitare l’esercizio provvisorio. Il via libera arriva sotto gli occhi di Giuseppe Conte, presente in Aula a Montecitorio, e nel segno di una pre-crisi di governo che, nei corridoi dei Palazzi romani, nessuno esclude più.

I primi giorni di gennaio, secondo il tam tam che circola in queste ore, potrebbero essere quelli in cui Matteo Renzi metterà in pratica quello che sembrerebbe andar dicendo ai suoi: il Conte-bis è finito. E la pre-crisi rischia di mettere in secondo piano perfino la partita del Recovery Plan, che nelle prossime ore entrerà nel vivo con le osservazioni che il capo del governo riceverà dalle forze di maggioranza. Il Consiglio dei ministri per il via libera al Piano Nazionale di ripresa e resilienza, che Conte vorrebbe tenere entro l’anno, potrebbe invece slittare ai primissimi giorni del 2021.

Tornando ai contenuti della manovra, gran parte delle misure sono dettate dalla crisi. A cominciare dal pacchetto per gli autonomi, con anno bianco e primo abbozzo di ‘cig’ anche per le partite Iva. In poco più di 48 ore in commissione, i deputati hanno portato a casa 254 emendamenti, di cui un terzo con micro-stanziamenti sotto i 5 milioni, e un pacchetto di nuovi aiuti a trasporto aereo e automotive da circa un miliardo. A rimanere fuori, tra le richieste ricorrenti, il settore del wedding e degli eventi e lo sci, che sarà in cima alla lista dei nuovi ristori.

Per le attività turistiche arriva un altro mezzo miliardo, dall’esonero Imu per alberghi, mentre gli aiuti per il comparto agricolo spaziano dagli esoneri contributivi per gli addetti agli aiuti alle singole filiere, dal vino di qualità ai suini. Spuntano anche i Cinema bond per sostenere il comparto. Per quanto riguarda il lavoro, le 12 settimane aggiuntive di Cig Covid scadono a fine marzo per chi le ha usate senza interruzioni. E lo sblocco dei licenziamenti rischia di creare una valanga di disoccupati. Già nel testo base c’era la proroga dello sconto del 30% dei contributi nel Mezzogiorno e la decontribuzione per chi assume giovani e donne. E ancora: incentivi per il rientro delle neomamme al lavoro, assegno di ricollocamento per i percettori di Naspi, contratti di espansione e Reddito di cittadinanza rifinanziato. Per il resto, è un fiorire di micro-misure, bonus, dai rubinetti salva-acqua agli occhiali agli eco-incentivi auto, e superbonus 110%.