Ultima chiamata ai renitenti alla vaccinazione nei comparti Forze armate e Sicurezza difesa soccorso pubblico, settori che globalmente inquadrano oltre 500mila lavoratori: Esercito 95.511, Marina militare 30.427, Aeronautica militare 41.105, Carabinieri 109.576, Guardia di finanza 63.528, Polizia di Stato 97.918, Polizia penitenziaria 38.744, Vigili del fuoco 30.000. I numeri sono questi, ma le dosi inoculate, almeno fino a qualche settimana fa, erano lontane dagli auspici e dalla partecipazione richiesta. Migliaia di uomini in divisa...

Ultima chiamata ai renitenti alla vaccinazione nei comparti Forze armate e Sicurezza difesa soccorso pubblico, settori che globalmente inquadrano oltre 500mila lavoratori: Esercito 95.511, Marina militare 30.427, Aeronautica militare 41.105, Carabinieri 109.576, Guardia di finanza 63.528, Polizia di Stato 97.918, Polizia penitenziaria 38.744, Vigili del fuoco 30.000. I numeri sono questi, ma le dosi inoculate, almeno fino a qualche settimana fa, erano lontane dagli auspici e dalla partecipazione richiesta.

Migliaia di uomini in divisa potrebbero essersi messi in regola nelle ultime settimane. È quanto auspicano le catene di comando. Perché da oggi partirà la conta. Chi ha adempiuto alle previsioni dell’ultimo decreto, immunizzandosi o prenotando la vaccinazione, potrà lavorare. Chi si ostina a rifiutare il percorso anti-Covid non avrà via di fuga. Lo ribadisce anche l’ultima circolare del ministero dell’Interno: da oggi "il personale tutto, anche se assente per legittimi motivi, dovrà produrre al responsabile della propria struttura la documentazione attestante l’adempimento dell’obbligo vaccinale", ovvero l’avvenuta vaccinazione, l’esenzione o la prenotazione della dose, da effettuarsi entro 20 giorni. Sarà sollevato dalla verifica solo il personale che si trova in congedo di maternità o paternità, o in aspettativa per motivi di famiglia. Se la documentazione non arriverà, l’amministrazione competente dovrà invitare, "senza indugio" l’interessato "a produrre entro 5 giorni dalla ricezione dell’invito" la documentazione richiesta. Nell’attesa, il dipendente in divisa potrà continuare a prestare servizio con il Green pass base, ottenuto anche a seguito di tampone.

"L’adempimento dell’obbligo – ricorda il Viminale – comprende il ciclo vaccinale primario e la successiva dose di richiamo da effettuarsi nel rispetto delle indicazioni e dei termini previsti dal Ministero della Salute", inclusa quindi la terza dose booster entro la scadenza del certificato. Per chi non si vaccina, non solo è prevista la sospensione del servizio senza alcun compenso, ma anche il ritiro temporaneo della "tessera di riconoscimento, la placca, l’arma in dotazione e le manette", chiarisce il capo della Polizia Lamberto Giannini.

Multe salate saranno comminate ad eventuali ’furbi’. Lo svolgimento dell’attività lavorativa in violazione dell’obbligo – esplicita la circolare – sarà punito "con la sanzione del pagamento di una somma da euro 600 a euro 1.500". Ma verrà multato, con sanzioni da 400 a 1.000 euro, anche chi non controllasse il rispetto del decreto. Saranno i "dirigenti apicali" a delegare le verifiche a dipendenti con qualifiche dirigenziali. Stavolta per le divise No vax sarà difficile non perdere lo stipendio.

g.ros.