Si è impegnata per quattro ore a cercare di convincere una donna, madre di 3 figli, a non saltare nel vuoto e, alla fine, l’ha convinta a desistere. È a lieto fine la storia che arriva da Perarolo in provincia di Belluno e che ha per protagonista principale un giovane carabiniere donna. Erano da poco...

Si è impegnata per quattro ore a cercare di convincere una donna, madre di 3 figli, a non saltare nel vuoto e, alla fine, l’ha convinta a desistere. È a lieto fine la storia che arriva da Perarolo in provincia di Belluno e che ha per protagonista principale un giovane carabiniere donna. Erano da poco passate le 8 del mattino quando un cittadino ha chiamato il 112 dicendo che c’era una donna con le gambe a penzoloni su un ponte tibetano di una strada forestale che unisce i due lati di un canalone profondo più di 80 metri. Sul posto, da Cortina d’Ampezzo è arrivata una pattuglia composta da un graduato esperto e da un giovane carabiniere donna.

I militari hanno subito capito che la donna non era una escursionista in pericolo, ma che aveva intenzione di farla finita avendo scavalcato le protezioni laterali, poggiando i piedi su uno dei tiranti che impedisce il ribaltamento del ponte, praticamente nel vuoto. La donna in uniforme si è avvicinata alla disperata ed ha iniziato a parlarle. In breve tar le due donne si è creato un vero e proprio rapporto empatico. La donna, madre di tre figli, originaria del trevigiano, aveva tutte le intenzioni di farla finita per cui non consentiva a nessuno di avvicinarsi né tantomeno di parlare. L’unica persona con cui ha accetto di parlare è stata la giovane carabiniera, la quale nel frattempo che si è seduta a terra a pochi metri dalla donna. Lunghe ore di colloquio, fino al lieto fine. La madre ha accettato di risalire sul ponte e insieme alla carabinera si è messa al sicuro.