Larvicidi per limitare la diffusione del virus West Nile (Afp)
Larvicidi per limitare la diffusione del virus West Nile (Afp)

Roma, 25 agosto 2018 - Si moltiplicano alle nostre latitudini le malattie infettive e tropicali favorite da cambiamenti climatici e diffuse da insetti vettori come le zanzare e dalle zecche. Da West Nile a Chikungunya, fino alla dengue e ad altre affezioni di importazione, come la malaria, i reparti di malattie infettive sono in prima linea nella prevenzione e nel trattamento tempestivo nei casi sospetti. Nelle aziende sanitarie si ripete che non c’è motivo di allarme. Ma i medici di medicina generale che esercitano nelle aree più esposte, nelle loro riunioni, affermano di sentirsi come presi alla sprovvista, tanti sono i casi da tenere sotto osservazione e le diagnosi differenziali da formulare tra gli assistiti.

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Ormai, per via del virus West Nile, si finisce dritti in ospedale dopo essere punti da una zanzara comune. Un caso di contagio ogni cento si complica. Fino alla metà di agosto, 400 casi severi di malattia conclamata, diffusi dalle zanzare, sono stati registrati in Europa, con 22 decessi. Non c’è solo l’Italia, che è pure la nazione più bersagliata in questo momento. Sotto scacco ci sono anche la Grecia, l’Ungheria, la Serbia e la Romania, tutte realtà che registrano numeri crescenti di casi di malattie tropicali. Le persone anziane più deboli vanno incontro a sindrome neurologica acuta e si ritrovano in stato confusionale, ma abbiamo in terapia intensiva con quadri comatosi anche dei cinquantenni che prima del contagio godevano di buona salute. Al via nuove campagne di disinfestazione con larvicidi.

Chi ammette senza reticenze che sia in atto un cambiamento epocale con comparsa di febbri tropicali nelle nostre zone è un professore svedese, Jan Semenza, capo programma del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc). In una intervista al Guardian, lo specialista avverte che l’alternanza repentina delle perturbazioni che vediamo oggi, con avvicendamenti continui di giorni con elevate temperature alternati da piogge, hanno creato le condizioni ideali per la proliferazione delle zanzare. “Siamo tutti un pò sorpresi dalla velocità con cui questi cambiamenti stanno avvenendo - afferma -. Zanzare e zecche sono animali a sangue freddo e sono influenzati dalle oscillazioni climatiche, e vediamo che si riproducono più velocemente“. Gli uccelli selvatici poi fungono da serbatoio virale durante le migrazioni.

West Nile, boom di contagiati dal virus in Italia

Oltre al West Nile, che in Italia si diffonde seguendo a ritroso il corso del fiume Po e degli affluenti, gli esperti hanno registrato un aumento delle encefaliti da zecche in Europa centrale e meridionale. Lo scorso anno sempre l’Italia, insieme alla Francia, aveva fatto i conti con un’epidemia di Chikungunya, virus che insieme a Zika potrebbe diventare sempre più diffuso, e viene trasmesso anche dalla zanzara tigre. Dagli aeroporti di Roma e Milano, sottolinea uno studio del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, transita il 50% dei passeggeri diretti in Europa provenienti da territori in cui è endemica la dengue, trasmessa da una zanzara vettore però non alberga in Italia. Il problema, spiega Diarmid Campbell-Lendrum, specialista dei cambiamenti climatici dell’Oms, riguarda anche i paesi del nord Europa. 

I ricercatori prevedono che il rischio di trasmissione della febbre dengue, della Chikungunya e del virus Zika potrebbe anche aumentare in Europa se saranno confermate le simulazioni meteo che prevedono una progressiva tropicalizzazione del clima con eventuale ingresso in Europa di agenti patogeni portati dai viaggiatori. Certo è che che non si sono mai visti tanti casi di febbre del Nilo occidentale come quest’anno a inizio stagione.