2 gen 2022

Malato e agli arresti, la fine dell’ex patron Parmalat

Muore a 83 anni dopo due settimane di ricovero: complicanze ai polmoni. Era ai domiciliari a Parma per il maxi buco da 14 miliardi

chiara pozzati
Cronaca
L’arrivo di Calisto Tanzi, morto a 83 anni, al Tribunale di Bologna nel 2012
L’arrivo di Calisto Tanzi, morto a 83 anni, al Tribunale di Bologna nel 2012
L’arrivo di Calisto Tanzi, morto a 83 anni, al Tribunale di Bologna nel 2012

di Chiara Pozzati Dal fiuto per gli affari, da cui è "scaturita" la multinazionale del latte a lunga conservazione, al Parma Calcio dei tempi d’oro. Mondanità, sport e una voragine da 14 miliardi di euro che si è divorata i soldi e le esistenze dei risparmiatori di mezzo mondo. Si gioca tutta qui la parabola di Calisto Tanzi, che se n’è andato la scorsa notte a 83 anni. L’ex patron di Parmalat si è spento nel letto d’ospedale della città emiliana dopo due settimane di ricovero. Consumato da un’infezione polmonare feroce, nonostante nulla avesse a che fare col Covid, Tanzi era agli arresti domiciliari. "Barricato" nella grande villa di Alberi, frazione alle porte di Parma, da cui ormai non faceva più capolino. Già da anni alle prese con problemi di salute, dopo il carcere, i venti chili persi, le crisi cardiache a ripetizione che già dal 2004 lo fecero entrare ed uscire dalle infermerie - prima di San Vittore, poi di via Burla – e dagli ospedali, aveva ottenuto i domiciliari nel 2014. Proprio Gian Piero Biancolella, uno degli storici legali che ingaggiò una strenua battaglia per la sua scarcerazione a causa del precario stato di salute, si è detto rattristato della scomparsa dell’imprenditore. Secondo il suo parere non fu fatta "piena luce sulle responsabilità del crac che travolse Parmalat". "La morte di Calisto Tanzi mi rattrista – ha rimarcato l’avvocato – ogni fine vita comunque è un evento che crea dolore, anche se chi è venuto a mancare è stato un uomo che ha lasciato dietro di sé giudizi controversi, amore e odio". L’uomo che un tempo trattava alla pari con i big della Prima Repubblica, finito al centro dello scandalo giudiziario senza precedenti, ha calcato per anni la scena pubblica non solo emiliana ma internazionale. Questo anche grazie al mondo ...

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