Loredana Guida (Facebook)
Loredana Guida (Facebook)

Agrigento, 28 gennaio 2020 - Una donna di 44 anni di Agrigento è morta di malaria "non diagnosticata". La giornalista e insegnante Loredana Guida che per oltre quindici anni ha collaborato, fra le altre testate, con il Giornale di Sicilia e AgrigentoNotizie, da una settimana era ricoverata nel reparto di rianimazione dell'ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. Al ritorno da Lagos, in Nigeria, secondo quanto raccontano i familiari, la donna aveva accusato febbre alta ed era andata al pronto soccorso dove, nonostante avesse fatto presente di essere stata in Africa, non sarebbe scattata alcuna indagine diagnostica, ma la semplice trasformazione del codice da bianco a verde. Dopo 9 ore di attesa sarebbe andata via. Cinque giorni dopo il malessere in casa e la corsa in ambulanza per il ritorno in ospedale priva di coscienza. La diagnosi è stata quella di malaria terzana maligna. La malattia si trasmette con la puntura di una zanzara. 

Via all'inchiesta

La Procura di Agrigento ha aperto un'inchiesta sulla morte di Loredana Guida. Il fascicolo è a carico di ignoti. Se ne sta occupando il pubblico ministero Elenia Manno. Il procuratore capo Luigi Patronaggio e l'aggiunto Salvatore Vella seguiranno però le indagini della sezione carabinieri. La Procura sta già disponendo l'acquisizione delle cartelle cliniche in ospedale e l'esame autoptico. Rinviati pertanto i funerali di Loredana che erano stati previsti per domani pomeriggio.

L'ospedale

Antonello Seminerio, direttore sanitario dell'azienda ospedaliera San Giovanni di Dio, ricostruisce così la vicenda. "La paziente è arrivata una prima volta al pronto soccorso il 15 gennaio, alle ore 11,40 circa. Dopo circa 4 ore è stata visitata e presa in carico con un codice verde". La Guida "aveva febbre alta, sono stati eseguiti degli esami di routine". Seminerio spiega che dopo gli esami "la paziente ha firmato le proprie dimissioni ed è andata via". Quindi il ritorno al  San Giovanni di Dio "dopo 5 giorni". A quel punto la pazienta "era già in coma, in condizioni critiche ed è stata quasi subito ricoverata in Rianimazione". Il direttore sanitario continua la sua versione: "Ci siamo confrontati anche con centri specialistici a Palermo soprattutto e a Roma per seguire i protocolli terapeutici previsti in questi casi". Al momento, non c'è ancora nessuna inchiesta interna. "Ci riserviamo tutte le azioni opportune - ha spiegato Seminerio - in base a quello che emergerà dalla documentazione".

Nel frattempo, l'assessore regionale per la Salute in Sicilia, Ruggero Razza, ha disposto l'acquisizione delle cartelle della paziente. "Dai primi approfondimenti, dei quali verrà resa informativa all'Autorità Giudiziaria, emergono con chiarezza le procedure seguite - dice -. Non voglio aggiungere altro, in attesa della trasmissione della relazione richiesta all'Asp, ma inviterei tutti ad attendere l'esito dell'attività istruttoria, prima di dare sfogo alla propria ansia di visibilità attraverso polemiche che, tra l'altro, sono irrispettose del dolore dei familiari, al cui cordoglio mi unisco''.