Il Pd avverte i partiti che fanno parte dell’esecutivo Draghi: Il Cavaliere al Colle mai e poi mai. Mentre sono partite le grandi manovre tra forze politiche per eleggere il successore di Mattarella al Quirinale, con il premier nei panni di convitato di pietra, il leader dem fissa i propri paletti....

Il Pd avverte i partiti che fanno parte dell’esecutivo Draghi: Il Cavaliere al Colle mai e poi mai. Mentre sono partite le grandi manovre tra forze politiche per eleggere il successore di Mattarella al Quirinale, con il premier nei panni di convitato di pietra, il leader dem fissa i propri paletti. Intervenuto in tv a “CartaBianca“, Enrico Letta (foto) esclude – come in giornata aveva fatto anche il presidente del M5S, Giuseppe Conte – che il suo partito possa appoggiare la candidatura di Silvio Berlusconi per il Colle e prevede che l’elezione del successore di Sergio Mattarella sarà a larga maggioranza. "Non potrà che essere così, altrimenti – chiarisce – il governo cadrebbe immediatamente dopo".

Un segnale, forse, anche nella direzione del suo alleato Conte, il quale poche ore prima aveva rilasciato un’intervista per appoggiare una soluzione che "rappresenti l’unità nazionale", precisando tuttavia in seguito che il segnale di apertura al centrodestra non doveva intendersi sul nome del Cavaliere. Cavaliere che, invece, resta il "sogno" di Antonio Tajani (FI), attento però a non rompere gli equilibri con la leader di Fd’I, Giorgia Meloni. Se il centrodestra cerca di mantenere l’unità, Letta auspica che la maggioranza di governo arrivi a un’intesa sul capo dello Stato. Tuttavia su Berlusconi non potrebbe che esserci il veto. "Il governo – spiega il leader del Pd - ha una larga maggioranza e sarebbe una contraddizione totale se l’elezione del presidente avvenisse su un candidato di bandiera".