Palermo, 5 luglio 2021 - Blitz dei carabinieri di Palermo e dell'Antimafia contro il mandamento mafioso di Partinico. L'ordinanza di custodia cautelare è scattata per 85 persone, di cui 63 sono state portate in carcere, 18 agli arresti domiciliari e 4 sottoposte a obblighi di dimora e presentazione alla polizia giudiziaria. L'operazione "Gordio" si è resa necessaria per l'incombente rischio di una guerra di mafia per la droga. Il gip nell'ordinanza ha sottolineano "l'immagine di una vera e assai allarmante balcanizzazione degli scenari criminali partinicesi" che consente di "presagire futuribili scenari di nuove e forse imminenti guerre di mafia nella provincia palermitana storicamente nota come tra le più attive nell'ambito criminale del traffico di stupefacenti".

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Le accuse sono, a vario titolo, di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di droga, reati in materia di armi, estorsione e corruzione. L'operazione si è svolta principalmente nella provincia di Palermo, ma ha riguardato anche altre regioni italiane, ed è stata coordinata dalla Dda.

Tra gli arrestati anche la collaboratrice di giustizia Giusy Vitale, sorella dei capi del mandamento mafioso di Partinico Leonardo e Vito. La Vitale aveva preso le redini del clan dopo la detenzione dei fratelli, poi aveva scopsso gli ambienti malavitosi perchè era divenuta una collaboratrice di giustizia. Ora secondo i pm sarebbe al centro di un grosso traffico di droga. Con lei sono stati arrestati anche la sorella Antonina e il nipote Michele Casarrubia.

In manette anche un agente della polizia penitenziaria in servizio presso il carcere Pagliarelli di Palermo. Per lui l'accusa è di corruzione aggravata: avrebbe aiutato per anni il boss palermitano Francesco Nania a comunicare con i suoi all'esterno del carcere. 

L'operazione "Gordio" ha riguardato, oltre la provincia di Palermo, anche Trapani, Latina, Napoli, Roma e Nuoro.