Il lato oscuro della mafia nigeriana, la copertina del saggio
Il lato oscuro della mafia nigeriana, la copertina del saggio

Bologna, 19 luglio 2019 - Massimo Kunle D’Accordi, ricercatore, consulente sull’immigrazione. Cittadino italiano, è nato in Nigeria, il paese di sua madre. Intervistato da Fabio Federici, criminologo e colonnello dei carabinieri, ne “Il lato oscuro della mafia nigeriana in Italia”, uscito per Oligo editore, con la prefazione di Nando Dalla Chiesa. “Il saggio è sicuramente il primo studio scientifico sulla cupola nera - spiega l’esperto –. Federici ci fa capire come questa mafia, network criminale a livello mondiale, sia penetrata sul territorio nazionale. Sicuramente il fenomeno è da non sottovalutare”.

Lei lo ha studiato anche dalla Nigeria.

“Per i primi vent’anni della mia vita sono stato più là che in Italia. Ci sono tornato dal 2014 per svolgere ricerche scientifiche, per capire davvero questa realtà. Il terreno fertile è sicuramente il contesto politico, economico, sociale e culturale del paese. Queste organizzazioni sono radicate soprattutto nella parte meridionale della Nigeria, la capitale è Benin City, stato della repubblica federale”.

Se persino la mafia nostrana ha problemi di reclutamento per la crisi demografica, questo non si può dire senz’altro per la Nigeria: il tasso di natalità è altissimo. 

“Basta consultare le proiezioni delle Nazioni Unite per scoprire che nel 2050 il paese africano avrà 400 milioni di abitanti, oggi sono circa la metà. Dovrebbe diventare il terzo stato più popoloso al mondo. E l’Italia è in una posizione geografica particolare, strategica per le organizzazioni criminali, il primo approdo per le mafie”.

La cupola nera è stata spesso accostata al commercio di organi. Nel saggio di Federici, il professor Meluzzi vi fa esplicito riferimento.

“Queste organizzazioni sono difficili da penetrare, anche per problemi linguistici, quindi è molto complicato avere riscontri precisi. Ma da fonti mie, la pratica esiste. La definirei verosimile. E si lega alle adozioni illegali».

L’autore dichiara di voler combattere anche la tendenza "assai diffusa", a ridurre e a negare. Analizza il business della cupola nera.

“Droga, traffico di migranti, tratta di essere umani, sfruttamento sessuale delle donne, truffe e falsificazioni. Un’analisi basata sulla scienza per inquadrare una realtà per certi aspetti sottovalutata”.

Come scrive Nazzaro, citato da Federici: la rappresentazione del fenomeno mafioso nigeriano in Italia spesso è il trafiletto di giornale con l'arresto. Quel che non si vede mai, è il fiume di denaro.

“Per i traffici si usa un sistema fiduciario simile all’hawala. Molto soldi sono riciclati in Europa ma tanti tornano in Nigeria, dove vengono soprattutto investiti sul mattone. Tutto avviene fuori dai circuiti bancari. Anche via mare.Ho studiato la pirateria marittima. C'è ancora molto da capire”.