Roma, 22 ottobre 2019 - Il 'Mondo di mezzo' non era un'associazione di stampo mafioso. Lo ha sancito la Cassazione nel processo su Mafia Capitale. La sentenza d'appello aveva invece riconosciuto l'articolo 416 bis. E così cadono anche molte delle accuse contestate a Salvatore Buzzi e Massimo Carminati. Esulta l'avvocato Francesco Tagliaferri, difensore dell'ex esponente Nar Massimo Carminati: "Il reato di mafia è caduto per manifesta infondatezza. Finalmente c'è un giudice a Berlino", mentre il legale di Salvatore Buzzi confida: "Non escludiamo un'istanza di revoca della custodia cautelare". . 

I giudici della VI sezione penale della Cassazione, presieduta da Giorgio Fidelbo, dopo una lunga camera di consiglio hanno deciso che il sodalizio guidato dall'ex Nar Massimo Carminati e dall'ex ras delle cooperative Salvatore Buzzi non era un'associazione mafiosa. La sentenza, che non riconosce il 416bis - reato caduto in primo grado ma ammesso in Appello - giunge a cinque anni dall'operazione che con due retate, il 2 dicembre 2014 e il 4 giugno 2015, ha portato all'arresto rispettivamente di 37 e 44 persone.  Il verdetto dei giudici della Suprema Corte è arrivato alle 20 dopo tre giorni di udienze fiume con la requisitoria dei tre sostituti procuratori generali Luigi Birritteri, Luigi Orsi e Mariella De Masellis, terminata con la richiesta di conferma delle condanne dell'Appello, e le arringhe dei difensori.

Raggi: ai cittadini onesti dico, avanti a testa alta

La sindaca di Roma Virginia Raggi, che ha assistito alla lettura della sentenza, dichiara:  "Questa sentenza conferma comunque il sodalizio criminale. E stato scritto un capitolo buio della storia della nostra città. Noi stiamo lavorando per risorgere dalle macerie e ai cittadini onesti dico si va avanti a testa alta". 

Dal canto suo Nicola Morra, presidente della commissione parlamentare Antimafia, fa il riassunto su Facebook: "La Corte di Cassazione smentisce l'impianto della sentenza della Corte d'appello di Roma: Buzzi e Carminati nella capitale non avevano costituito un sodalizio di stampo mafioso che, mediante l'intimidazione solo paventata e la leva della corruzione, aveva in pugno tanti uffici dell'amministrazione comunale capitolina, ottenendo appalti ed affidamenti in maniera del tutto illecita. A Roma non c'era mafia. Secondo la Cassazione. Le sentenze si rispettano. Ma le perplessità, i dubbi, le ambiguità permangono tutte".

Virginia Raggi e Nicola Morra al processo per Mafia Capitale (Lapresse)

Stessa posizione dal leader dei 5 stelle Luigi Di Maio, che  twitta: "Le sentenze si rispettano, ma restano i dubbi, le perplessità. E non solo: resta una ferita profonda per Roma e per i romani. Per me la mafia, prima ancora dei profili giudiziari, è un atteggiamento. #MafiaCapitale".

Sempre su Twitter Alessandra Mussolini replica con tutta la sua foga: "Rimane solo #Capitale. La #Raggi che ancora oggi parla di #Mafia deve sotterarsi nelle sue buche. E con lei gli sciacalli che l'hanno votata e fatta votare al ballottaggio". A ruota, Francesco Storace twitta: "Altro che mafia capitale, la Banda Raggi è arrivata in Campidoglio grazie a un'inchiesta che con la mafia non c'entrava nulla. E chieda scusa a una città che ha contribuito a infangare in questi anni".

Salvini: cos'era, volontariato?

Ma il primissimo commento è quello del leader leghista Matteo Salvini, che durante la registrazione di Porta a Porta commenta:  "La Cassazione dice che Mondo di Mezzo non è mafia? Quindi cosa era un'associazione di volontariato?". 

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GLI AVVOCATI DEGLI IMPUTATI - "Con questa sentenza sicuramente la vita del mio assistito è cambiata - dichiara a caldo Alessandro Diddi, difensore di Salvatore Buzzi -  Ora è troppo difficile fare dei calcoli, ma è stato annullato il capo di imputazione sulla mafia". E sottolinea: "La Cassazione ha riconosciuto quello che dicevamo sin dall'inizio e cioè che c'era un sistema di corruzione marcio ma non la mafia". E con una certa enfasi continua: "Roma è liberata dalla mafia. E' stata scritta una pagina finalmente chiara. Credo che il tempo mi abbia dato ragione. Soprattutto questo collegio che nessuno potrà mai delegittimare. La vita di Buzzi da questo momento e cambiata, potrà guardare al suo futuro". 

Giosuè Naso, avvocato di Massimo Carminati nei primi due gradi di giudizio e di Riccardo Brugia in Cassazione, attacca la procura: "È una sconfitta del metodo di fare i processi del dottor Pignatone, che per fortuna non è più a capo della Procura, perché fare processi alle persone sulle supposizioni per quello che si ritiene che siano e non per quel che fanno non mi sembra rispetto del principio di legalità. Questa sentenza ristabilisce questo principio che si era indebolito fortemente".

Dal canto suo Cesare Placanica, un altro difensore di Massimo Carminati, spiega:  ''Era una storia giuridicamente un po' forzata, per annullare senza rinvio vuol dire che la Cassazione l'ha ritenuta giuridicamente insostenibile''.