Roma, 11 settembre 2018 - Ridotte in Appello le condanne per Massimo Carminati e Salvatore Buzzi nell'ambito del processo Mondo di Mezzo-Mafia Capitale. Per l'ex Nar ridotta la pena da 20 anni del primo grado ai 14 anni e sei mesi inflitti oggi. Per il 'ras delle cooperative' dai 19 anni ai 18 e 4 mesi di oggi. La terza Corte d'Appello di Roma ha riconosciuto l'associazione mafiosa, ribaltando così quanto deciso in primo grado. Carminati e Buzzi hanno assistito alla lettura della sentenza in video conferenza dalle carceri di Opera (Milano) e Tolmezzo (Udine) dove sono detenuti.

A luglio del 2017 i giudici di primo grado avevano escluso l'aggravante mafiosa per tutte le persone coinvolte dall'inchiesta, riconoscendo invece la corruzione e l'esistenza di due gruppi criminali. Per questo Carminati e Buzzi erano stati condannati a 20 e 19 anni di reclusione in una sentenza che ha riguardato altre 44 persone, tra cui politici e uomini dell'amministrazione. Una sentenza storica in cui sono state inflitte pene pesanti proprio per gli episodi di corruzione con condanne, in alcuni casi, superiori alle richieste della Procura. 

I PM: RICONOSCIUTA LA NOSTRA TESI - "Abbiamo sempre detto che le sentenze vanno rispettate: lo abbiamo fatto in primo grado e lo faremo anche adesso. La Corte d'Appello ha deciso che l'associazione criminale che avevamo portato in giudizio era di stampo mafioso e utilizzava il metodo mafioso. Era una questione di diritto che evidentemente i giudici hanno ritenuto fondata", ha commentato il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini. In aula erano presenti anche il pm Luca Tescaroli e i procuratori generali Antonio Sensale e Pietro Catalani.

RAGGI - "Questa sentenza conferma la gravità di come il sodalizio tra imprenditoria criminale e una parte della politica corrotta abbia devastato Roma. Conferma, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che bisogna tenere la barra dritta sulla legalità. E' quello che stiamo facendo e continueremo a fare per questa città e i cittadini"., sono state le parole del sindaco di Roma Virginia Raggi. 

IL LEGALE DI BUZZI - "Quanto accaduto è grave, è un fatto assolutamente stigmatizzabile l'aver riconosciuto in questa roba la mafia. Vedo che per molti cittadini da oggi sia molto pericoloso vivere in Italia, è una bruttissima pagina per la giustizia del nostro Paese", ha detto l'avvocato difensore di Salvatore Buzzi, Alessandro Diddi. Il penalista ha poi aggiunto: "Il collegio ha riconosciuto l'associazione di stampo mafioso, ma ha ridotto il trattamento sanzionatorio che era stato applicato in primo grado. Noi abbiamo da sempre sostenuto che il tribunale fosse andato con la mano pesante su diverse condotte, 416 bis è d'altra parte una differente qualificazione di un reato associativo, già riconosciuto in primo grado".