Mafia Capitale, in aula per la sentenza anche Virginia Raggi (Imagoeconomica)
Mafia Capitale, in aula per la sentenza anche Virginia Raggi (Imagoeconomica)

Roma, 20 luglio 2017 - Mafia Capitale, sentenza lampo: intorno alle 13 dopo poco più di tre ore di camera di consiglio, si apprende che Massimo Carminati è stato condannato a 20 anni (rispetto ai 28 richiesti dai pm) mentre Salvatore Buzzi a 19 anni di carcere contro i 26 chiesti dalla Procura. Così hanno deciso i giudici della decima sezione penale del Tribunale di Roma, guidati dal presidente Rosanna Ianniello.  Il dato importante è che viene smentita l'ipotesi, cuore dell'inchiesta sul 'mondo di mezzo', di un'associazione di stampo mafioso a capo della quale ci sarebbero stati Massimo Carminati e Salvatore Buzzi: resta l'associazione a delinquere 'semplice'.

Farà discutere a questo proposito il tweet di Roberto Saviano: "A Roma la mafia non esiste. Anche a Palermo non esisteva. È ora di rivedere un reato applicabile solo a gruppi capeggiati da meridionali". 

In aula era presente anche il sindaco di Roma, Virginia Raggi.

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Dopo oltre 280 udienze serrate (3-4 a settimana) in quasi 20 mesi, ecco dunque il verdetto per il maxi processo 'Mafia Capitale' in cui sono coinvolti 46 imputati. La Procura chiedeva in tutto condanne per oltre 500 anni di carcere, il verdetto li ha quasi dimezzati: complessivamente sono stati comminati 287 anni e 4 mesi di reclusione. Quanto a Carminati, è stato definito "delinquente abituale": per questo, dispone il tribunale di Roma, "a pena espiata, il medesimo sia assegnato a una colonia agricola o a una casa di lavoro per la durata minima di due anni".

IL COMMENTO / Mafia Capitale senza mafia - di P.F. DE ROBERTIS

CARMINATI: REVOCATE IL 41 BIS - Va all'attacco il legale di Massimo Carminati, Bruno Giosue' Naso: "Dovrebbe essere revocato il 41 bis, perché non c'è più la mafia. Carminati è stato condannato" a 20 anni "per delitti comuni e quindi non è compatibile" la sua permanenza nei penitenziari con il regine del carcere duro. E ancora: "Ci ha passato 32 mesi, chi glieli ridà?: nessuno. Ma 'Carminati se li merita per le sue precedenti assoluzioni', questo ci siamo sentiti dire". 

Carminati si è visto poi confiscare le armi: una 'katana', antica spada nipponica, e due machete, oltre ad un'accetta. Inoltre la corte ha stabilito che anche un jammer (il disturbatore di frequenze) con la batteria ausiliaria debba esser confiscato come tre paia di gemelli in oro, un ciondolo per collana e tutte le opere d'arte. Sigilli anche agli oggetti trovati nella disponibilità di Riccardo Brugia, braccio destro di Carminati: un coltello a serramanico e un tirapugni.

IL PM IELO - "Organizzazione criminale senza il carattere della mafiosità": riassume così, il procuratore aggiunto di Roma Paolo Ielo, il mancato riconoscimento dell'associazione mafiosa. Deluso per la sentenza? "Le sentenze non devono illudere né deludere - ha risposto Ielo - vanno rispettate. Sono atti che mettono fine a un processo. Questa sentenza in parte ci dà torto, dal punto di vista della qualificazione giuridica dell'associazione. In parte riconosce la bontà dei fatti che erano stati contestati. Poi ci sono un paio di assoluzioni nel merito. Se non saremo d'accordo con le motivazioni del tribunale lo diremo nei motivi d'appello". 

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CINQUE ASSOLTI - Su 46 imputati cinque sono stati assolti. Si tratta di Rocco Rotolo e Salvatore Ruggiero, per i quali la Procura aveva chiesto 16 anni di carcere, e l'ex dg di Ama Giovanni Fiscon, per il quale erano stati chiesti 5 anni. Assolti anche Giuseppe Mogliani e Fabio Stefoni.

DANNO MORALE -  I giudici hanno riconosciuto alle parti civili Roma Capitale, Ministero dell'Interno e Regione Lazio una provvisionale immediatamente esecutiva in relazione al danno morale derivante dai reati associativi, quantificando in 100mila euro la somma da versare in favore di Roma Capitale, 50mila per il ministero e altrettanto nei confronti della Regione. I condannati dovranno pagare le spese processuali nei confronti di complessive 17 parti civili , pari a 13.800 euro per ciascuna di esse.

LA LISTA DEI CONDANNATI

- Luca Gramazio, ex capogruppo del Pdl in Comune: 11 anni

- Mirko Coratti, ex presidente del Consiglio comunale di Roma ed esponente del Partito democratico: 6 anni

- Franco Panzironi, ex ad di Ama: 10 anni

- Ricardo Brugia, presunto braccio destro di Carminati: 11 anni

Luca Odevaine, ex componente del tavolo di coordinamento per i rifugiati del Viminale : 6 anni e 6 mesi (che diventano 8 in continuazione con due precedenti patteggiamenti)

Andrea Tassone, ex presidente del X Municipio ed esponente del Pd: 5 anni.

Nadia Cerrito, segretaria di Buzzi: 5 anni

- Fabrizio Franco Testa, manager:  12 anni

-  Giordano Tredicine, ex consigliere al Comune di Roma del Pdl: 3 anni. 

- Claudio Bolla (6 anni)

- Stefano Bravo (4 anni e 6 mesi)

- Emanuela Bugitti (6 anni)

- Claudio Caldarelli, stretto collaboratore di Buzzi (10 anni)

- Matteo Calvio, collaboratore di Carminati (9 anni)

- Pierina Chiaravalle (2 anni e 8 mesi)

- Mario Cola (5 anni)

- Sandro Coltellacci (7 anni)

- Giovanni De Carlo (2 anni e mezzo)

- Paolo Di Ninno, commercialista  (12 anni)

- Antonio Esposito (5 anni)

- Franco Figurelli (5 anni)

-  Agostino Gaglianone, imprenditore (6 anni e mezzo)

- Alessandra Garrone (13 anni e mezzo)

- Carlo Maria Guarany, stretto collaboratore di Buzzi (5 anni)

- Cristiano Guarnera (4 anni)

- Giuseppe Ietto, imprenditore (4 anni)

- Giovanni Lacopo, collaboratore di Carminati (6 anni)

- Roberto Lacopo (8 anni)

- Guido Magrini (5 anni)

- Sergio Menichelli (5 anni)

- Michele Nacamulli (5 anni)

- Pier Paolo Pedetti, ex consigliere comunale Pd (7 anni)

- Marco Placidi (5 anni)

- Carlo Pucci, ex dirigente di Eur spa  (6 anni)

- Daniele Pulcini (1 anno)

- Mario Schina (5 anni e mezzo)

- Angelo Scozzafava (5 anni)

- Claudio Turella (9 anni)

- Tiziano Zuccolo (3 anni e mezzo)