di Giovanni Rossi Il Covid sconvolge tutto, anche la politica. Il clamoroso successo dell’aperturista Isabel Diaz Ayuso, 42 anni, alle elezioni metropolitane di Madrid (7 milioni di abitanti) conferma scenari aggressivi nelle scadenze elettorali alle porte. Con una campagna martellante e disinvolta per la libertà di circolazione e di divertimento a dispetto della pandemia, la stella del Partito popolare madrileno finisce sui media di tutta Europa: getta lo scompiglio a sinistra (con il ko del Psoe e il ritiro dalla politica del leader di Podemos, Pablo Iglesias), azzera gli ex alleati di Ciudadanos (origine della crisi), addirittura contiene – all’estrema destra – l’annunciata crescita di Vox. Risultato: 65 seggi (dai 30 di 23 mesi fa). Vox offrirà i suoi 13 voti alla prima ’chiama’ e poi...

di Giovanni Rossi

Il Covid sconvolge tutto, anche la politica. Il clamoroso successo dell’aperturista Isabel Diaz Ayuso, 42 anni, alle elezioni metropolitane di Madrid (7 milioni di abitanti) conferma scenari aggressivi nelle scadenze elettorali alle porte. Con una campagna martellante e disinvolta per la libertà di circolazione e di divertimento a dispetto della pandemia, la stella del Partito popolare madrileno finisce sui media di tutta Europa: getta lo scompiglio a sinistra (con il ko del Psoe e il ritiro dalla politica del leader di Podemos, Pablo Iglesias), azzera gli ex alleati di Ciudadanos (origine della crisi), addirittura contiene – all’estrema destra – l’annunciata crescita di Vox. Risultato: 65 seggi (dai 30 di 23 mesi fa). Vox offrirà i suoi 13 voti alla prima ’chiama’ e poi Ayuso governerà: non è ancora chiaro se con l’appoggio esterno dei nostalgici del franchismo o con un vero accordo politico (come già accade a Murcia e in Andalusia). Un’acuminata spina nel fianco del governo nazionale a guida socialista ma, soprattutto, un caso politico europeo.

La debordante affermazione dell’ex giornalista con master in comunicazione politica "fissa infatti un precedente che può diventare paradigma sul tema dell’influenza del Covid nelle competizioni elettorali", ragiona il sociologo Massimiliano Panarari. Un’ipotesi che interroga i governanti in tutta Europa. Perché se lo scenario futuro ricalcasse quello spagnolo, le parti in commedia elettorali sarebbero tutte assegnate: dalla parte dei cattivi, i leader in carica costretti ad assumere o mantenere scelte impopolari per contrastare la pandemia; dall’altra, gli oppositori di ruolo (in Italia Giorgia Meloni) o i sostenitori di misure meno afflittive (come il Matteo Salvini di lotta e di governo).

"Il caso della comunità di Madrid da sempre marcatamente di destra – continua Panarari – esemplifica bene l’esuberanza del risorgente sentimento populista che, ormai esaurita la glaciazione politica determinata dal Covid, si ripresenta a paladino delle classi sociali martoriate dalla crisi e conquista nuovi consensi al di fuori degli ambiti tradizionali". Vedi voto a destra e maggior partecipazione proprio nei quartieri popolari. Ayuso ottimizza lo schema anti-establishment e lo trasforma in fabbrica di voti. Slogan generici quanto centrati come "libertà" – in esplicita contrapposizione alle misure del governo centrale – oppure l’evocativo "diritto alla birretta", o l’identitario "vivere alla madrilena", spostano la competizione dal giudizio amministrativo su un mandato biennale con parecchi insuccessi a un piano sostanzialmente emozionale.

Risultato: l’intima connessione della governatrice con i madrileni stanchi del Covid resetta persino il dato epidemico. Con oltre 15mila morti sui quasi 80mila dell’intera Spagna, l’area di Madrid lampeggia infatti un +35% di mortalità rispetto alla media nazionale: l’effetto tangibile – secondo gli avversari – di una spregiudicata politica di riaperture facendo cattivo uso dell’autonomia regionale. Ayuso però conosce i madrileni e sceglie la strategia d’urto: polemica continua contro i lockdown e il premier Pedro Sanchez (che convoca per oggi la direzione del Psoe); teatri, cinema, bar e ristoranti a capienza ridotta del 50% ma regolarmente aperti fino alle 23 nel segno della responsabilizzazione dei cittadini e della protezione delle attività economiche; nessuna predica anti movida. Così i 30mila bed&breakfast sono presi d’assalto – in particolare da giovani francesi – e dalle 23, ora di chiusura dei bar, diventano privé per feste notturne.

Dal laboratorio madrileno arriva quindi una lezione di cinismo ragionato: i morti non votano, i vivi vogliono lavorare e divertirsi, la sanità deve sottomettersi all’economia. Chiosa Panarari: "La narrazione delle coalizioni per senso di responsabilità vale solo in emergenza. Quando invece il rigore diventa categoria ideologica, il populismo ha gioco facile. Ma la sinistra, in Spagna e in Italia, ancora non afferra il problema".