Carabinieri, foto generica (Newpress)
Carabinieri, foto generica (Newpress)

Benevento, 16 settembre 2019  - Tragedia nel Beneventano. Una donna di 34 anni avrebbe ucciso il figlio di 4 mesi, lanciandolo giù da una scarpata e poi colpendolo ancora una volta, nel dubbio che il neonato fosse sopravvissuto all'impatto. In un primo momento si era pensato a un incidente stradale: il corpo del piccolo era in un fossato lungo la statale Telesina, nei pressi di Solopaca, il guard rail soprastante danneggiato. Ma ai carabinieri sono bastate poche ore per stabilire che la vettura non era finita contro le barriere per una manovra sbagliata o per lo scontro con un'altra auto. Non è ancora chiaro se la donna abbia lanciato direttamente il fagotto col figlio dalla macchina, o sia scesa dalla macchina prima di compiere il folle gesto. 

LA DINAMICA - La ricostruzione degli inquirenti è agghiacciante: dopo aver gettato il piccolo e averlo visto rotolare per sette metri, la donna lo avrebbe raggiunto e colpito con un oggetto alla testa, probabilmente un bastone. Forse non era sicura che il figlio fosse morto. Probabilmente la madre, che vive a Quadrelle in provincia di Avellino, si era diretta verso il paese di origine, Campolattaro, ma qualcosa deve essere scattato nella sua mente per indurla a uccidere il neonato.

Il sostituto procuratore di Benevento Vincenzo Toscano ha emesso un fermo nei confronti della donna, indagata per omicidio volontario. La presunta infanticida è una disabile sordomuta: ricoverata ieri notte all'ospedale "Rummo" di Benevento in forte stato di alterazione psicologica, è stata interrogata oggi al comando provinciale dei carabinieri. La sua versione è stata raccolta con l'aiuto di un interprete della lingua dei segni. La giovane è stata poi rinchiusa nel carcere di Capodimonte di Benevento. La donna non ha fornito spiegazioni sul gesto.
 

LE INDAGINI - I carabinieri hanno perlustrato il punto dove è stato rinvenuto il cadavere del neonato per cercare elementi utili alle indagini. L'auto della donna, una Opel Corsa trovata da alcuni automobilisti di passaggio contro il guard rail, è stata sequestrata.

Nel corso della notte i militari hanno raccolto anche una testimonianza importante per ricostruire l'accaduto. E' la versione di un automobilista di passaggio, che avrebbe allertato per primo i vigili del fuoco dopo aver visto l'auto sull'orlo della scarpata nell'attimo in cui la madre ha scaraventato lontano un 'fagotto', che si è rivelato poi il bimbo, e quindi lo ha raggiunto in fondo al dirupo. 

In queste ore vengono ascoltati parenti e conoscenti della donna: in caserma, nella stazione di Solopaca, anche il compagno di 32 anni, che viene interrogato per poter ripercorrere le ultime ore di vita del piccolo.  A quanto si apprende, l'uomo aveva denunciato ai carabinieri la scomparsa della donna e del neonato. Ancora da chiarire il movente, il motivo per cui la madre si sia allontanata da casa ieri sera sul tardi, portando con sé il bimbo che poi ha deciso di uccidere. Non viene esclusa l'ipotesi di una discussione con il compagno poche ore prima del delitto, ma si cercherà di valutare più a fondo lo stato psichico della donna, che potrebbe essere in uno stato depressivo post partum. Domattina il medico legale Emilio D'oro effettuerà l'autospia sul corpicino della vittima.