Sesro San Giovanni (Milano) - Per dieci giorni è rimasta chiusa in casa a vegliare l’anziana madre deceduta forse a causa di una caduta. Un dramma familiare che era diventato un insopportabile tormento interiore e che Cristina, 48 anni, ha accuratamente annotato su un diario nel quale ha segnato lo sconforto e la desolazione per una vita che senza la madre non avrebbe più avuto senso. Come in un rituale ben meditato, nel diario ha dato anche precise indicazioni per il testamento. E, particolare terribile, prima di togliersi la vita ha provveduto a uccidere con del veleno anche i...

Sesro San Giovanni (Milano) - Per dieci giorni è rimasta chiusa in casa a vegliare l’anziana madre deceduta forse a causa di una caduta. Un dramma familiare che era diventato un insopportabile tormento interiore e che Cristina, 48 anni, ha accuratamente annotato su un diario nel quale ha segnato lo sconforto e la desolazione per una vita che senza la madre non avrebbe più avuto senso. Come in un rituale ben meditato, nel diario ha dato anche precise indicazioni per il testamento. E, particolare terribile, prima di togliersi la vita ha provveduto a uccidere con del veleno anche i tre cani di piccola taglia che da diversi anni erano i compagni fedeli di questa coppia.

Una storia infinitamente triste quella emersa dalla cronaca di questi complicati giorni di festa a Sesto San Giovanni, nel cuore di una delle città più ricche e popolose dell’area metropolitana milanese. Una storia di solitudine e di isolamento che si è consumata nell’indifferenza all’interno di un popoloso quartiere del centro, tra decine di appartamenti occupati per lo più da anziani e da un numero crescente di stranieri. A portarla alla luce, con un ritardo di almeno 20 giorni dalla tragedia, sono stati i carabinieri allertati da alcuni conoscenti che per giorni avevano provato invano a chiamare le due donne per gli auguri di Natale. Dopo tanti tentativi, alla fine lunedì sera hanno deciso di chiedere l’intervento dei carabinieri. Ciò che doveva essere un servizio di routine si è rivelato una tragica scoperta. Quando i vigili del fuoco sono entrati dal balcone al terzo piano della palazzina, si sono trovati dinanzi al cadavere dell’anziana Maria Domenica Grizzuti, 71 anni, adagiato sul pavimento in modo ordinato su alcune coperte. Tra il corridoio e la cucina il secondo cadavere: quello di Cristina, impiccatasi con una corda annodata alla maniglia della porta.

Una scena dell’orrore che ha fatto raggelare il sangue nelle vene degli stessi carabinieri di Sesto, chiamati a indagare su quello che nei primi momenti appariva come un giallo di difficile soluzione. La spiegazione di ogni cosa l’ha offerta la stessa Cristina con quel diario della disperazione, appositamente lasciato sul tavolo della cucina per chiunque lo avesse ritrovato. I vicini definiscono le due donne come molto riservate. Nessuno di fatto le conosceva. Non erano socialmente fragili, erano sconosciute ai servizi sociali e avevano sempre onorato ogni debito. Erano due donne isolate e riservate per loro scelta con due vite vissute all’unisono fino al momento in cui l’anziana madre, già afflitta da problemi di deambulazione e dai mille acciacchi dell’età, si è spenta. Cristina non ha nemmeno pensato di denunciarne la morte. Ha atteso e ha vegliato la madre fino a quando ha compiuto il gesto più estremo. Ciò che colpisce di più è che secondo le prime indicazioni il decesso di Cristina risalirebbe ad almeno 15 o 20 giorni fa. Quello della madre addirittura a dieci giorni prima.