Bloccati gli esperimenti sui macachi delle università di Torino e Parma (Ansa)
Bloccati gli esperimenti sui macachi delle università di Torino e Parma (Ansa)

Torino, 25 gennaio 2020 - Niente più esperimenti, almeno per tre mesi, su sei macachi coinvolti in un progetto delle università di Torino e Parma sui deficit visivi umani. A stabilirlo è il Consiglio di Stato che ha disposto la sospensione provvisoria della sperimentazione spiegando che spetta all’ente che sperimenta "dover provare che non esistono alternative a una sperimentazione invasiva sugli animali e foriera di sofferenze che la normativa europea e nazionale sul benessere animale prescrive di evitare o ridurre entro rigorosi parametri fisiologici". La Direzione generale del ministero della Salute, secondo l’ordinanza del Consiglio di Stato, non ha provato, infatti, l’impossibilità di trovare alternative a questa sperimentazione e il ministero, insieme alle due università, è stato anche condannato a rifondere 3mila euro di spese legali alla Lav, la Lega antivivisezione, che aveva presentato ricorso.

L’ordinanza sospende il decreto di autorizzazione alla sperimentazione del novembre scorso sino alla decisione del merito, già fissata dal Tar del Lazio per il 21 aprile 2020. Per la Lav si tratta di una vittoria "importante" mentre gli atenei di Torino e Parma, protagonisti del progetto di ricerca europeo LightUp guidato dai professori Marco Tamietto e Luca Bonini, fanno sapere che "si riservano di approfondire gli aspetti specifici della vicenda nelle sedi opportune". Nel frattempo, ovviamente, si atterranno alla decisione del Consiglio di Stato. Intanto il mondo scientifico commenta lo stop e la senatrice a vita e farmacologa Elena Cattaneo, conosciuta a livello internazionale per le sue ricerche sulle cellule staminali, non usa mezzi termini: "E’ un vero e proprio attacco alla scienza" e ricorda come i due studiosi impegnati nel progetto "siano stati minacciati di morte negli scorsi mesi".

Secondo la Terza Sezione del Consiglio di Stato è il ministero della Salute che "deve, con massima urgenza, fornire tale prova sull’impossibilità di trovare alternativa ad una sperimentazione invasiva sugli animali nonché depositare una dettagliata relazione sulla somministrazione agli animali oggetto di sperimentazione di liquidi e cibo sufficienti, astenendosi da misure che finiscano per trasformare la doverosa erogazione di cibo e liquidi in forma di premio per asservire la volontà di animali sensibili come i primati". La decisione è provvisoria e ribalta quella assunta dal Tar del Lazio che aveva respinto la richiesta di sospensione

"Non è servita, quindi, la visita all’Università di Parma effettuata scandalosamente dal ministero alle porte dell’udienza di ieri – attacca in una nota la Lav – e depositata, peraltro fuori i termini previsti dalla legge, che attestava che tutto andava bene". La Lav, protagonista della campagna #civediamoliberi in difesa dei macachi, sostenuta da più di 425.300 persone attraverso la petizione su Change.org, chiede ora al ministro della Salute Roberto Speranza di "revocare l’autorizzazione a questo esperimento" e "portare in salvo i macachi che sono stati catturati in natura, trasportati dalla Cina e ingabbiati per un test già effettuato altre volte in altri Paesi, senza alcun risultato utile per i malati".