Marco

Buticchi

La repressione stanca. Capisco che, per una buona convivenza, sia indispensabile disciplinare. Ma rendere obbligatorio – o vietato – ogni gesto, potrebbe sortire la disubbidienza civile, specie se ai regolamenti sfuggono macroscopiche ingiustizie.

A Milano sarà vietato fumare praticamente ovunque, fatta eccezione – se dotati di familiari compiacenti – che nelle proprie abitazioni. Nelle sporadiche uscite in tempo di Covid, un milanese dovrà obbligatoriamente: fare attenzione al colore delle zone e all’orario, non allontanarsi dal proprio comune, curare l’igiene e la disinfezione, misurare la temperatura, indossare la mascherina, mantenere la distanza e… guai se s’infilerà una sigaretta in bocca accesa. Vi sembra troppo? Se – come a me, ex-fumatore pentito – gli obblighi incominceranno a pesarvi, potrete sempre guardare con ammirazione i numerosi frequentatori del bosco di Rogoredo, dove sono quotidianamente consumate quantità industriali delle peggiori droghe esistenti che vengono liberamente commercializzate alla luce del sole da spacciatori di ogni nazionalità. Lì – come nelle altre piazze della droga – neppure le forze dell’ordine hanno ormai il coraggio di entrare. Poco male: da oggi in poi saranno troppo impegnate a reprimere il terribile fenomeno dei fumatori stradali. Ricordatevi: se vi coglieranno in fragranza di Marlboro potrete sempre dire che vi stavate fumando un salutare spinello… e la farete franca.