Davide Rondoni Fa tenerezza. E fa pensare. Anche Jeff Bezos si è aggiunto al club dei ricchi che sostengono ricerche per l’immortalità. In realtà per studiare il ringiovanimento delle cellule, non proprio la stessa cosa. Ma ok, non c’è dubbio che i novelli Faust-Paperone siano interessati alla cosa che, pur se hanno tutto,...

Davide

Rondoni

Fa tenerezza. E fa pensare. Anche Jeff Bezos si è aggiunto al club dei ricchi che sostengono ricerche per l’immortalità. In realtà per studiare il ringiovanimento delle cellule, non proprio la stessa cosa. Ma ok, non c’è dubbio che i novelli Faust-Paperone siano interessati alla cosa che, pur se hanno tutto, non possono avere: padronanza sulla propria vita. Strano destino: avere tutto eccetto la cosa più importante.

Impotenza dei potenti. Ci sono storie di re di tutte le epoche e latitudini – dall’India alle corti di Francia – che convocano a corte maghi e sapienti del loro tempo, così come fanno Bezos & soci con i loro ricercatori sapienti di oggi, per carpire il segreto per non morire. Ma tra ringiovanire le cellule ed essere immortali corre una differenza. Lo sa chiunque si sente vecchio a 20 anni, o giovane a 70. Il senso del tempo umano non è solo l’età delle cellule che compongono il corpo. E nemmeno il valore della vita sta nella sua sola durata: mille anni noiosi valgono quanto 10 intensi? Come i sapienti antichi alle corti dei re, anche i nuovi sapienti falliranno, se avranno come sogno dominare la vita. Un conto è mettere a frutto il meglio delle sapienze per curare e migliorare l’esistenza, un altro presumere di tenere in mano il destino. In ciò il ricco somiglia al povero: nessuno dei due è Dio, anche se il primo corre più facilmente il rischio di immaginare di esserlo. I ricchi come Bezos sono intelligenti. Ma l’intelligenza non basta, come diceva mia nonna, donna semplice. E nemmeno i soldi. Occorre l’umiltà e il senso del limite. Sennò anche i soldi e l’intelligenza diventano pericolosa idiozia.