Giorgio Comaschi Sorge un quesito: quanto mangiano alla mattina gli stranieri a colazione? Basta frequentare il buffet di un hotel, che sia in città o che sia al mare. E osservare. Alla mattina si entra nelle sale colazioni e solitamente si ronza, tutti, con quel passo lento, da museo, da gente appena sveglia. Gli stranieri ronzano di più. A coppie, marito e moglie, ma spesso con prole. La...

Giorgio

Comaschi

Sorge un quesito: quanto mangiano alla mattina gli stranieri a colazione? Basta frequentare il buffet di un hotel, che sia in città o che sia al mare. E osservare. Alla mattina si entra nelle sale colazioni e solitamente si ronza, tutti, con quel passo lento, da museo, da gente appena sveglia. Gli stranieri ronzano di più. A coppie, marito e moglie, ma spesso con prole. La composizione del piatto è a volte spettacolare, una composizione babelica di altissima precisione, come un castello di carte, che fa quasi paura a guardarlo. Il tedesco (o olandese, o belga, o inglese che dir si voglia) compone il suo risiko con volto imperturbabile. Alla fine, con un esercizio di altissimo equilibrismo, va al tavolo portando un piatto sul quale ci sono due croissant, una fetta di crostata, un plumcake, un fetta di torta al cioccolato, quattro listelli di bacon, delle uova strapazzate, due salsicce piccole e due salsiccioni più grandi, una coppa di yogurt coperta da una grandinata di cereali. Nell’altra mano il beverone di spremuta di arancio. La moglie ha un piatto simile, più o meno la stessa composizione, il figlio, o i figli, pure.

L’italiano con la sua brioscina e il suo caffè espresso arrossisce. Vorrebbe imitarli, ma non ce la fa. Solo quando va all’estero fa colazione con uova e bacon e promette: "Quando torno giuro che farò sempre colazione così". Balle. Non succederà. Tornerà al cornetto e al caffè, inesorabilmente. Lo straniero invece vive di buffet. A colazione, ma anche a pranzo e a cena, nel caso dei villaggi vacanze. Seconda osservazione. Come mai negli anni ’60 o ’70, osservando i piedi dei turisti tedeschi, dicevamo tutti: "Ma guarda che sandalacci orrendi che hanno, ma come fanno, sono ciabatte immettibili". E ridevamo. Erano le antesignane delle Birkenstock. Ci facevano inorridire. Adesso le portiamo anche noi. Tutti o quasi. E per giustificarci al cataclisma estetico diciamo così: "Saran brutte, ma sono così comode….". Buona colazione a tutti.