"Penso di aver fatto un errore. Credevo che questo virus fosse una truffa". Sono state le ultime parole di un 30enne, dette a un’infermiera, prima di morire per Coronavirus in un ospedale del Texas. Era stato contagiato a un ‘Covid party’. "Lo scopo di queste feste – ha raccontato la dottoressa Jane Appleby del Methodist...

"Penso di aver fatto un errore. Credevo che questo virus fosse una truffa". Sono state le ultime parole di un 30enne, dette a un’infermiera, prima di morire per Coronavirus in un ospedale del Texas. Era stato contagiato a un ‘Covid party’. "Lo scopo di queste feste – ha raccontato la dottoressa Jane Appleby del Methodist Hospital, a San Antonio, dove sono ricoverati altri pazienti tra i 20 e i 30 anni – è riunirsi per vedere se il virus è reale e se qualcuno dei presenti viene contagiato". Oltre al Covid-19, nel mondo dilaga quindi un altro virus, quello del negazionismo. Se la maggior parte dei Paesi ha affrontato la pandemia mettendo tutte le energie in campo, alcuni leader politici hanno negato l’emergenza, salvo fare marcia indietro. Il premier inglese Boris Johnson aveva minizzato l’epidemia, invocando un’improbabile immunità di gregge, prima di essere ricoverato in terapia intensiva, colpito dal morbo, e profondersi in ringraziamenti nei confronti dei sanitari che gli hanno salvato la vita. Anche Trump, fotografato due giorni fa per la prima volta con la mascherina, ha presenziato per mesi gli appuntamenti senza protezione, paragonando il Covid "a poco più che un’influenza".

Jair Bolsonaro, presidente del Brasile, dove sono stati superati i 70mila morti, ha sminuito per settimane l’emergenza sanitaria. Il presidente carioca, in quarantena dopo essere risultato positivo al Covid-19, è tornato a criticare quello che ha definito il "panico" provocato dalla pandemia ed espresso preoccupazione per le conseguenze economiche. Stando a Bolsonaro "la disinformazione è stata un’arma ampiamente usata", per aumentare la gravità della malattia.

lo.del