Lorenzo Guadagnucci Quando Greta Thunberg fece il suo famoso discorso del "bla bla bla" – per dire che i leader politici parlano molto di lotta contro la crisi climatica ma ben poco fanno – il presidente del Consiglio Mario Draghi replicò che il "bla bla bla" alle volte è necessario per arrivare a risultati concreti. Appunto....

Lorenzo

Guadagnucci

Quando Greta Thunberg fece il suo famoso discorso del "bla bla bla" – per dire che i leader politici parlano molto di lotta contro la crisi climatica ma ben poco fanno – il presidente del Consiglio Mario Draghi replicò che il "bla bla bla" alle volte è necessario per arrivare a risultati concreti. Appunto. Tutte le promesse, tutti gli impegni presi ai vari livelli, dal Pnrr al vertice Cop26 di Glasgow, per non citare che gli ultimi, hanno un evidente difetto: indicano punti d’arrivo – il taglio delle emissioni nocive, la decarbonizzazione e così via – ma raramente specificano modi e tempi di attuazione. Finisce che i propositi solenni, sottoscritti da capi di Stato e di governo, sono buoni per la foto di gruppo di fine vertice ma non si traducono in azioni immediate. Firmato l’impegno, si torna al "business as usual".

Agire, ovviamente, implica la necessità di affrontare resistenze, proteste e anche critiche sul rischio di indebolire questo o quel settore, o addirittura il peso e il prestigio del Paese sulla scena internazionale. Ma non ci sono vie alternative. Una classe dirigente, se davvero è tale e se davvero crede agli impegni che prende su un tema così decisivo come la lotta alla catastrofe climatica, deve affrontare obiezioni e contestazioni e usare le parole – il "bla bla bla" di Draghi – solo per persuadere, se possibile, i riottosi e poi per spiegare a tutti i perché delle proprie scelte. Altrimenti – a forza di non agire, di esitare, di rimandare a tempi migliori – avrà ragione Thunberg: saremo davanti una classe dirigente da "bla bla bla", non adeguata alle sfide poste dai tempi difficili che viviamo.