Marco

Buticchi

Non pensate al disastro che è piombato addosso al mondo intero. Dinanzi alla pandemia sono ben altre le certezze che vacillano. Ma, fuori dall’emergenza, siete davvero sicuri di rimpiangere la routine? Certo, il luogo comune ‘si stava meglio quando si stava peggio’ rispecchia l’umana indole. Ripensate, però, al solito bus tutte le mattine, alle tenaglie del traffico, al capufficio scontento, ai problemi di lavoro, al ritorno a casa talmente stanchi da non reggere neppure al telegiornale della sera. Chiedetevi allora quante volte avete desiderato mollare tutto e godervi di più ogni piccola cosa della vita, aver più tempo per la famiglia, coltivare passioni. L’inattività forzata nella quale molti di noi sono piombati è sicuramente logorante. Eppure l’anomalia risiedeva in quei giorni tutti uguali e alienanti in cui ci eravamo cacciati a capofitto, lasciandoci sommergere dal mondo che correva troppo in fretta. Cercare un barlume di luce, anche nei momenti più difficili, aiuta a superarli con maggiore slancio. Riacquistare individualità, sentimenti, solidarietà illumina ben più che guardarsi indietro e provare nostalgia persino per ciò che ci era inviso. Un altro luogo comune recita che ogni esperienza insegna. Del contagio avremmo fatto sinceramente a meno. Ma, visto che è capitato, speriamo che riesca almeno a limitare la robotica umana alla quale ci stavamo abituando per restituirci inventiva e identità.