Viviana

Ponchia

Adesso è tutto uno spostare bottiglie per scherzo, ma lui era seriamente inorridito. È come se un vegano si fosse trovato davanti a una grigliata o Dracula alla bagna cauda: nessuna polemica premeditata. Solo uno spontaneo, personale, irrefrenabile disgusto di fronte al nemico. Comprendo Ronaldo. Avendo frequentato ritiri di yoga estremi conosco lo spavento di chi, per errore del maitre, si è trovato nel piatto una fetta di prosciutto ordinato da me. E conosco la mia reazione pantoclastica di fronte all’aglio. Non lo facciamo apposta. Nemmeno CR7, che ora sarà addirittura multato. È una risposta fisica a quello che il corpo, prima che la testa, giudica ostile. Uno stato d’allerta di quell’organismo addomesticato a petti di pollo alla vista di 140 calorie frizzanti e vuote.

Non c’erano all’orizzonte capitalisti pronti a issare i loro vessilli, forse nemmeno una lezione da impartire a chi si ingozza a casaccio. Il suo pancreas virtuoso virtualmente si è messo a produrre insulina, ha avuto uno sballo glicemico, si è sentito minacciato dalla bomba zuccherina. Poi è entrato in azione il cervello. In quanto tempo si smaltisce questa porcheria, si sarà chiesto l’uomo brand. Tredici minuti di lavori domestici, 4 di salita delle scale con borsa della spesa, 13 di camminata lenta, 3 di calcio ma solo a livello competitivo. È a quel punto che ha fatto una smorfia e un gesto di stizza e con la disperazione del naufrago ha cercato nell’acqua la salvezza.