Eva Desiderio Di sé diceva: "Sono irritata, irritabile e irritante. E sono piena di difetti insopportabili". Gabrielle Chanel non si faceva sconti perchè sapeva bene di essere una donna ’diversa’, specie per il fatto che per tutta la vita ha fatto sempre di testa sua. Nel bene e nel male. Caparbia e spietata, snob...

Eva

Desiderio

Di sé diceva: "Sono irritata, irritabile e irritante. E sono piena di difetti insopportabili". Gabrielle Chanel non si faceva sconti perchè sapeva bene di essere una donna ’diversa’, specie per il fatto che per tutta la vita ha fatto sempre di testa sua. Nel bene e nel male. Caparbia e spietata, snob all’incontrario come solo i grandi sanno esserlo. A 50 anni dalla morte Coco resta un mito. Ed è esempio per tutti gli stilisti e le stiliste che l’hanno ammirata, bramata, invidiata.

A cominciare da Karl Lagerfeld che le è succeduto in rue Cambon: ha rivoluzionato ma mai stravolto lo stile Chanel. La Grande Mademoiselle ha sempre saputo di essere diversa dagli altri e questo la accomuna a due creative contemporanee che le sono vicine per intuito e genialità. Maria Grazia Chiuri, direttore creativo dell’atelier donna di Dior, prima donna ad entrare in questo universo esclusivo e per di più italiana, e Stella McCartney stilista del suo brand, ereditiera perchè figlia del mitico Paul dei Beatles. Hanno qualcosa in comune con Coco? Molto. Per coraggio, tenacia e spregiudicatezza. Maria Grazia Chiuri ha rotto le catene dello chic parigino con incursioni e inclusioni di colori dal mondo, tessuti globali, artigianalità pura, puntando subito sui tempi del femminismo. Stella McCarney ha preso la strada della moda etica, degli abiti liberi dalla crudeltà verso gli animali. Sarebbero piaciute a Coco? Lei grande trasgessiva, si sarebbe accesa una sigaretta, e magari avrebbe girato faccia e mente da un’altra parte per non farsi scoprire complice e sorella di forbici e spilli.