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7 feb 2022

Ma la censura non prepara alla vita vera

7 feb 2022
roberto
Cronaca

Roberto

Giardina

Andai a vedere due volte Das Leben ist schön, per controllare le reazioni dei tedeschi. Alla prima, ad Amburgo, nell’incontro con il pubblico, l’attore Horst Bucholz, il Doktor Lessing, scoppiò a piangere nel raccontare l’esperienza sul set. A Berlino, tornai in un cinema normale, tra famiglie con i bambini. E qui i genitori sono molto attenti a quel che i figli possono vedere. Molti sconsigliano Biancaneve e i sette nani, il cartone di Walt Disney: la strega cattiva può spaventare i piccoli e creare incertezze sessuali. La regina, la matrigna, è affascinante e perversa.

Non si è mai abbastanza prudenti. E alla tv vanno in onda pellicole non del tutto sicure solo dopo le 20.15, quando i bambini in Germania dovrebbero essere già a letto.

Ma Das Leben ist schön fu giudicata una favola, un modo per raccontare l’Olocausto, sia pure in modo niente affatto storico. I nazisti uccidevano subito i bambini all’arrivo al Lager, erano inutili perché non in grado di lavorare. A qualche critico non piacque che siano gli americani e non i sovietici a liberare Auschwitz, come avvenne.

Ma vedere il film era utile per avvicinare i bambini al passato tedesco. A scuola e in famiglia è difficile. Se ne parla magari troppo, in modo noioso, poco convincente. Solo pochi consigliarono di spiegare il film ai figli: la separazione dai genitori, la morte del padre, potevano risultare troppo tristi. Ma la censura non prepara alla vita, non sempre bella.

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