Massimo

Pandolfi

Indifendibile. La vicequestore della Criminalpol Nunzia Alessandra Schilirò ha sbagliato: punto. Premesso ciò, e aggiunto che i talebani in generale ci hanno stancato, va detto che se i no vax, i no Green Pass e tutti i “no“ di questo mondo assumono spesso comportamenti intolleranti e inaccettabili, anche dall’altra parte si sta però esagerando. E non importa se l’"altra parte" è la parte giusta. Si sta esagerando perché ormai non puoi neppure alzare un dito, sollevare un dubbio più o meno legittimo, che subito vieni divorato, messo al pubblico ludibrio, fatto a pezzi.

Ultimamente in tv viene invitato un medico, Massimo Citro della Riva, considerato un’icona dei no vax, che prova, con pacatezza, a spiegare le sue ragioni. Con pacatezza. Appena apre bocca, però, quelli che sono dalla parte giusta gli urlano contro. Non lo fanno parlare e tendono a ridicolizzarlo. Magari avranno anche tutte le ragioni del mondo sul merito, ma sul metodo no: non si fa così.

Chi scrive è un Sì vax convinto e già doverlo sottolineare è un brutto segnale; quasi che si debba avere paura di dire, eventualmente, che no, non si è d’accordo con il pensiero ufficiale. Che non può essere il pensiero unico ufficiale. Anche in pandemia, dobbiamo accettare il fatto che una parte minoritaria della popolazione possa non essere d’accordo con te, con me. Che si opponga, che – sì – ti possa anche far perdere tempo.

Questa è democrazia, questa è libertà.