Lorenzo Guadagnucci La cosiddetta carne sintetica, nelle sue varie forme, non è una bizzarra trovata da "piccoli chimici" proiettati in mondi virtuali, ma la possibile tappa intermedia di una transizione alimentare – dall’animale al vegetale – che non può essere rimandata. Viviamo in un pianeta vicino al collasso...

Lorenzo

Guadagnucci

La cosiddetta carne sintetica, nelle sue varie forme, non è una bizzarra trovata da "piccoli chimici" proiettati in mondi virtuali, ma la possibile tappa intermedia di una transizione alimentare – dall’animale al vegetale – che non può essere rimandata. Viviamo in un pianeta vicino al collasso ecologico. La salvezza passa attraverso una rivoluzione del modello di sviluppo, oggi basato sulla crescita di produzioni e consumi. Si tratta di convertire intere filiere e di cambiare stili di vita. C’è chi pensa che sia impossibile, e forse è davvero così: le resistenze al cambiamento sono indubbiamente fortissime. Ma se non vogliamo rassegnarci al disastro, alcune scelte sono pressoché obbligate. Fra queste c’è il passaggio a sistemi alimentari a basso impatto ambientale, con minimi consumi di prodotti d’origine animale.

Enti come Fao e Ipcc (la rete di scienziati che studia il clima) chiedono una drastica riduzione dei consumi di carne; l’abbandono degli allevamenti intensivi, più che un’utopia, si sta rivelando una necessità. Il cibo del futuro – se ci sarà un futuro – sarà principalmente d’origine vegetale, e la carne "in provetta" potrebbe avere uno spazio come cibo-rifugio per i "nostalgici" dei vecchi sapori, perciò il settore attira attenzioni e investimenti.

E c’è un altro aspetto da considerare. Se l’umanità sta vivendo una crisi di specie, è anche per la sua pretesa di dominio assoluto sul pianeta; potremo uscire da questa crisi solo ripensando il nostro rapporto con gli altri animali e tutti gli esseri viventi. A partire da ciò che consideriamo cibo.