10 ago 2021

Clima, c’è chi non crede all’apocalisse. "Difficile stimare l’impatto dell’uomo"

Il fisico e meteorologo Prodi: nessuna correlazione tra eventi estremi e aumento delle temperature

luca bolognini
Cronaca

"Più che del riscaldamento globale dovremmo occuparci della tutela dell’ambiente planetario". Per Franco Prodi, fisico e meteorologo di fama internazionale, è questa la vera emergenza che minaccia la Terra. Professore, nell’ultimo rapporto Onu si parla di cambiamenti climatici senza precedenti. Siamo a un passo dalla catastrofe? "Assolutamente no. Siamo nel quadro di altri report, in cui l’Ipcc indica situazioni che vanno a rafforzare l’opinione che il riscaldamento globale sia dovuto esclusivamente a fattori antropici. Ma la conoscenza del sistema clima non è ancora tale da poter fare previsioni accurate e attribuire con percentuali precise quanto l’innalzamento delle temperature sia influenzato da cause naturali o provocato dall’uomo". Cosa c’è di sbagliato? "Le nubi sono al centro del sistema climatico, ma vengono parametrizzate molto rozzamente nei modelli. Hanno una loro tridimensionalità e composizione, se di acqua o di ghiaccio, e la copertura a livello planetario non viene simulata correttamente. Basta solo questo dettaglio per invitare alla massima cautela nell’attribuire all’uomo la causa del riscaldamento globale". Il pericolo qual è? "Prendere decisioni sbagliate. L’ambiente planetario si sta deteriorando in maniera rapida, ma procedere solo per risolvere il problema del riscaldamento globale può essere fuorviante. L’aumento delle scorie prodotte dall’uso del combustibile fossile, ad esempio, non può essere risolto dal solo ricorso alle energie rinnovabili. Bisogna potenziare la vera ricerca scientifica. Questi report possono portare a scelte non completamente accettabili per l’umanità". Secondo le Nazioni Unite, il riscaldamento globale sta accelerando. Questi anni sono davvero i più caldi della storia dell’uomo? "Ci sono gruppi di ricerca molto seri al lavoro su questo tema, ma è quantomeno controverso sostenere che siano i più caldi. Bisogna considerare che le serie storiche vanno corrette: molte stazioni meteorologiche rurali sono poi state inghiottite dalle città. Lo stesso discorso vale per l’innalzamento dei mari. Sono dati difficilissimi da misurare". ...

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