Davide Nitrosi Distinguiamo l’opportuno dal lecito. Sulla opportunità o meno di attingere dalla mangiatoia pubblica basta l’esame di coscienza. Però l’esamino andrebbe allargato a tanti altri comportamenti che la politica dei bonus ha generato. Forse chi si straccia le vesti di fronte al caso della leghista...

Davide

Nitrosi

Distinguiamo l’opportuno dal lecito. Sulla opportunità o meno di attingere dalla mangiatoia pubblica basta l’esame di coscienza. Però l’esamino andrebbe allargato a tanti altri comportamenti che la politica dei bonus ha generato. Forse chi si straccia le vesti di fronte al caso della leghista veneta ha rinunciato al cashback, pensando che il suo reddito non giustifica l’aiutino di Stato? E che dire degli ecobonus? Non prevedono tetti di reddito, basta eseguire i lavori e rispettare le incombenze burocratiche. Non si bada se il beneficiario sia un disoccupato o un ricco professionista. È la politica dei bonus a pioggia che non tiene conto del reddito e che ci ha abituato a usufruire dei benefici senza porci troppe domande. Soprattutto senza chiederci se sia opportuno.

È autorizzato, legale, lecito, che altro ci dobbiamo domandare? Nessuno di noi oggi si pone il dubbio che attingendo alla cassa comune si toglie qualche opportunità in più a chi ha meno. L’unica preoccupazione è cogliere il finanziamento. D’altronde la logica delle politiche attuate finora ha un suo fondamento: conta il risultato finale non la giustizia sociale. Il bonus rottamazione serve per ammodernare le auto in circolazione, quello energetico per rendere più ecologiche le città e via di questo passo. Attenzione però: la manna finirà. Perché bonus è bello ma nessuno ci ha detto che l’abbondanza è virtuale, ma il debito che genera è reale. Un debito che dovranno pagare i nostri figli. Anche quelli che abbiamo mandato in vacanza con il contributo pubblico.