Il famoso scambio della campanella tra Letta e Renzi nel 2014
Il famoso scambio della campanella tra Letta e Renzi nel 2014
"È un lavoro di responsabilità, stressante e a volte sbeffeggiato, ma è un lavoro privilegiato. Ti fa conoscere la grande Storia e le tante storie di cui è fatto un Paese e moltissimi Paesi stranieri". Enrico Passaro, originario di Cava de’ Tirreni, classe 1958, è il capo ufficio del "cerimoniale di Stato e per le onorificenze del Palazzo di governo della Repubblica italiana". È l’uomo che sussurra ai premier, l’uomo che sta nell’ombra dei potenti ma senza il quale i potenti non potrebbero neppure muoversi. Sui suoi anni a palazzo Chigi ha scritto un libro dal titolo Non facciamo cerimonie!, che vuole essere "una guida ironica e autoironica per per spiegare come funziona il protocollo delle istituzioni". Dottor Passaro, qual è il vero significato del ‘protocollo’? "Dà forma ai comportamenti di chi riveste cariche istituzionali nelle cerimonie pubbliche. Sono...

"È un lavoro di responsabilità, stressante e a volte sbeffeggiato, ma è un lavoro privilegiato. Ti fa conoscere la grande Storia e le tante storie di cui è fatto un Paese e moltissimi Paesi stranieri". Enrico Passaro, originario di Cava de’ Tirreni, classe 1958, è il capo ufficio del "cerimoniale di Stato e per le onorificenze del Palazzo di governo della Repubblica italiana". È l’uomo che sussurra ai premier, l’uomo che sta nell’ombra dei potenti ma senza il quale i potenti non potrebbero neppure muoversi. Sui suoi anni a palazzo Chigi ha scritto un libro dal titolo Non facciamo cerimonie!, che vuole essere "una guida ironica e autoironica per per spiegare come funziona il protocollo delle istituzioni".

Dottor Passaro, qual è il vero significato del ‘protocollo’?

"Dà forma ai comportamenti di chi riveste cariche istituzionali nelle cerimonie pubbliche. Sono prassi che si applicano in tutti i Paesi del mondo per rispettarne le regole. Le cariche istituzionali agiscono rispettando simboli, storia e normative fondamentali. Sono l’identità in cui un popolo intero si riconosce".

Il confronto tra culture diverse è uno degli snodi centrali di ogni cerimoniale.

"Bisogna non urtare la suscettibilità di Paesi con tradizioni religiose e culturali diverse. A volte anche nei gesti più semplici. Ad esempio, nei Paesi arabi e orientali, accavallare le gambe è disdicevole perché così si vede la suola delle scarpe".

Ricordiamo gli imbarazzi di quando Rohani doveva passare davanti ai ‘nudi’ del Campidoglio…

"Il cerimoniale iraniano ci fece notare che eventuali fotografie di Rohani davanti ai nudi avrebbero creato imbarazzi, in Iran. Una normale regola di ospitalità ci portò a velarle".

Anche gli usi a tavola sono importanti e fanno parte del cerimoniale.

"Nei Paesi islamici non si beve vino anche nei pranzi ufficiali, nei Paesi come Israele si segue l’uso kosher. Del resto, se invito un vegetariano a casa, non gli offro certo la carne".

Un caso recente di reciproci imbarazzi è stato quello tra la Von der Leyen da Erdogan.

"Il cerimoniale della presidente della Commissione Ue ha qualche responsabilità. Prima di ogni incontro ufficiale si fanno sopralluoghi, si controllano i posti a sedere. Se c’erano due sedie, e non tre, dovevano accorgersene".

Nel libro lei racconta di una celebre gaffe davanti a Obama, e fu lei a farla…

"Con Renzi eravamo in visita dal presidente Obama. Entrai nello Studio Ovale, dove non si potevano introdurre i cellulari, e mi dimenticai di lasciare fuori il mio, che iniziò a squillare, nell’imbarazzo generale. Come suoneria avevo la colonna sonora del film Il buono, il brutto e il cattivo. Obama ruppe l’imbarazzo e si mise a ridere dicendo 'Sergio Leone! Ennio Morricone! Wonderful!'".

Chi sbaglia paga?

"Il responsabile del cerimoniale, se sbaglia, paga: Trump, di capi cerimoniale, ne cambiò diversi".

Lei ha collaborato con sei premier. Chi era più ligio al cerimoniale?

"Ho collaborato con tutti i premier, da Berlusconi a Monti, da Letta a Renzi, da Gentiloni a Conte e ora lavoro con Draghi. Con alcuni si crea un clima più confidenziale, con altri più professionale. Molti di loro scoprono l’importanza del cerimoniale strada facendo".

Il famoso scambio della campanella rientra nei momenti più classici del cerimoniale di palazzo Chigi.

"Sì, e di solito avviene con molto fair play da parte dell’entrante come dell’uscente, come ad esempio tra Prodi e Berlusconi".

Tra Letta e Renzi non fu così...

"Certo, si avvertiva molta tensione. Nessuno era sereno".

Il cerimoniale decide anche ‘dove sta’ la bandiera…

"C’è un linguaggio anche nell’esposizione del vessillo, all’interno o all’esterno degli edifici. Al Tricolore spetterà sempre, dico sempre, il posto d’onore al centro; alla sua destra la bandiera europea, alla sua sinistra la bandiera dell’ente".

Nel protocollo è significativo l’ordine in cui ci si siede.

"Il criterio con cui si assegnano i posti alle autorità è il pane quotidiano di chi si occupa di cerimoniale. È un lavoro meticoloso con cui gli addetti al cerimoniale passano le nottate ad assegnare un posto in una tribuna, in una platea, a un tavolo di relatori per le autorità. A ognuno va il suo posto, in base al rango, cioè al ruolo nelle istituzioni. Ma non è facile…".

Il cerimoniale migliore?

"Il Vaticano. Hanno duemila anni di storia e si vede. Seguono regole rigide e simboliche. Sono davvero inappuntabili".