di Pierfrancesco De Robertis Verrebbe da chiamarlo l’ultimo miracolo, ma con Berlusconi l’aggettivo "ultimo" rischia di arrivare sempre troppo presto, e l’ultimo miracolo potrebbe essere sempre il prossimo. Così sorprende poco che anche l’ennesimo sondaggio popolare sul tema Quirinale reso noto ieri dalla società IZI di Roma metta Berlusconi ai vertici delle preferenze degli italiani per la carica di Capo dello Stato, secondo con il 20,6 per cento dietro solo a Draghi (23,4) e addirittura davanti a Sergio Mattarella (19,3) e Pierluigi Bersani (12). Per la cronaca, la fantomatica "donna" è solo quinta con Emma Bonino (10,1) e più ancora indietro con Marta Cartabia (5,2)....

di Pierfrancesco

De Robertis

Verrebbe da chiamarlo l’ultimo miracolo, ma con Berlusconi l’aggettivo "ultimo" rischia di arrivare sempre troppo presto, e l’ultimo miracolo potrebbe essere sempre il prossimo. Così sorprende poco che anche l’ennesimo sondaggio popolare sul tema Quirinale reso noto ieri dalla società IZI di Roma metta Berlusconi ai vertici delle preferenze degli italiani per la carica di Capo dello Stato, secondo con il 20,6 per cento dietro solo a Draghi (23,4) e addirittura davanti a Sergio Mattarella (19,3) e Pierluigi Bersani (12). Per la cronaca, la fantomatica "donna" è solo quinta con Emma Bonino (10,1) e più ancora indietro con Marta Cartabia (5,2).

La rilevazione IZI segue di qualche giorno quella di Ilvo Diamanti su Repubblica, non certo un giornale con simpatie di centrodestra, e anche lì nel gradimento degli italiani per il Quirinale il Cav si piazzava ai vertici: primo Draghi, secondo Mattarella, subito dietro Berlusconi. In fondo alla classifica la Bonino e anche qui una generica candidatura femminile identificata come "una donna". Peraltro nello "storico" della medesima rilevazione riferita agli ultimi sei mesi, il gradimento di Berlusconi è pressoché raddoppiato mentre si sono dimezzati sia "una donna" (da due a uno per cento) sia personaggi apparentemente più sulla cresta dell’onda come Giuseppe Conte, comunque in fondo.

L’ennesima risalita dopo l’ennesima traversata nel deserto cui le alterne vicende della politica e della vita l’hanno costretto interroga sul motivo di tanto affetto, o stima, verso un uomo che ha transitato nella seconda repubblica pagando sempre pegno, spesso più del dovuto, rispetto agli eventi di cui si è reso protagonista. Forse il Cav non riuscirà a salire lo scalone del Quirinale in cima al corteo presidenziale, certo che la vicenda della sua candidatura pubblica ha sortito come primo effetto quello di riportarlo al centro di quella scena da cui pareva essere uscito definitivamente. Sia che si sia trattato di una inedita "operazione simpatia", sia in una originale operazione politica l’obiettivo è stato raggiunto.

La domanda è sul perché resista ancora il fascino di un uomo che le inchieste, le sconfitte, le condanne, gli scandali o semplicemente gli errori non hanno saputo abbattere. Quale sia il legame emotivo che lo salda a una parte del paese, per il quale egli ha evidentemente rappresentato una piccola autobiografia. Probabilmente la gente più che condividere le idee di Berlusconi, che sono sempre rimaste indietro rispetto al carisma personale, ha visto in lui una parte di sé medesimo. Nelle sue aspirazioni di grandeur, e pure nei suoi difetti che Berlusconi ha sempre saputo indossare con allegra sfrontatezza, nel suo sberleffo al politicamente corretto e ai riti vizzi di un cerimoniale politico ormai in bianco e nero, nel suo populismo gentile. Criticare Berlusconi, per molti, era come criticare se stessi, e si sa che nel dubbio è meglio assolversi. A fargli compiere l’ultimo balzo ci hanno poi pensato i toni più morbidi degli ultimi tempi, il suo ecumenismo furbo, la sua aspirazione da padre nobile o paziente. È stato forse anche lo spettacolo offerto da quelli che sono venuti dopo di lui, a destra e a sinistra, a rendergli ulteriormente giustizia, e far capire anche a chi lo detestava che in fondo in fondo lui era, o era stato, il male minore. I tempi passati sono sempre migliori di quelli presenti.