L’ultima beffa del ritiro americano dall’Afghanistan si consuma con il ritorno dello scudiero di Osama bin Laden (in foto). Mentre gli ultimi soldati Usa lasciavano il Paese dopo 20 anni, a bordo di un suv bianco è rientrato uno degli uomini simbolo della latitanza del defunto capo di Al Qaeda, l’uomo che guidava il dispositivo di sicurezza nel rifugio di Tora Bora e comandava la sua scorta personale, nota come Guardie Nere. Protetto dal nuovo potere talebano, Amin ul Haq, storico compagno di lotta dello sceicco del terrore, ha rimesso piede nelle scorso ore a Nangarhar, la sua provincia natale al confine con il Pakistan, al centro delle cronache nelle ultime settimane anche come roccaforte dell’Isis-K. L’arrivo di Haq viene mostrato in un video circolato sul web. Immagini in cui compare a bordo di un veicolo che attraversa lentamente un posto di blocco tra l’entusiasmo di una piccola folla di abitanti del posto, che gli baciano la mano e si fanno fotografare con lui. A sorvegliarne il passaggio è un convoglio di veicoli che trasportano miliziani armati, alcuni dei quali con la bandiera talebana. Dopo aver conosciuto bin Laden negli anni Ottanta alla scuola di jihad di Abdullah Azzam a Peshawar, in Pakistan, ne è diventato uno dei più stretti collaboratori. L’intelligence internazionale considera Haq una delle figure di spicco del terrorismo di matrice jihadista.