di Roberto Giardina Una lanterna verde, una luce fioca nei boschi e nelle distese coperte di brina, segnala ai fuggiaschi dalla Bielorussia un rifugio, sia pure per poche ore, per pochi giorni, non una via di fuga. Ma è una luce che salva le vite di quanti rischiano di morire all’addiaccio. Il governo di Varsavia ha mandato l’esercito, diecimila uomini, una divisione, a controllare il confine, e ha eretto una rete di filo spinato alta sette metri, per bloccare l’esodo. Lunga 420 chilometri costerà un miliardo e 600 milioni di zloty, circa 380 milioni di euro. I fuggiaschi giungono dalla Siria, dall’Iraq, dallo Yemen, ingannati dalla...

di Roberto

Giardina

Una lanterna verde, una luce fioca nei boschi e nelle distese coperte di brina, segnala ai fuggiaschi dalla Bielorussia un rifugio, sia pure per poche ore, per pochi giorni, non una via di fuga. Ma è una luce che salva le vite di quanti rischiano di morire all’addiaccio. Il governo di Varsavia ha mandato l’esercito, diecimila uomini, una divisione, a controllare il confine, e ha eretto una rete di filo spinato alta sette metri, per bloccare l’esodo. Lunga 420 chilometri costerà un miliardo e 600 milioni di zloty, circa 380 milioni di euro. I fuggiaschi giungono dalla Siria, dall’Iraq, dallo Yemen, ingannati dalla propaganda di Lukashenko, il dittatore della Bielorussia, convinti di poter raggiungere la Germania. E diventano l’arma di ricatto contro l´Unione Europea.

La zona di confine con la Polonia, è a nord, tra Varsavia e il Baltico, e l’inverno è vicino. Da Minsk a a Francoforte sull’Oder, sul confine tra Polonia e Germania, ci sono ancora oltre mille chilometri. Alcuni riescono a passare, nonostante tutto, ma vengono braccati, si perdono tra gli acquitrini. Alcuni sopravvivono nella foresta da settimane. I nascondigli rischiano di diventare una trappola mortale di notte, con il termometro che scende verso zero.

I polacchi che vivono nelle poche fattorie nella zona a ridosso della frontiera ora mettono una lanterna, o coprono le finestre con carta velina verde: qui puoi bussare sicuro di venire accolto. L’iniziativa “Grupa granica”, luce verde in polacco, è nata il dieci ottobre, grazie all´avvocato Kamil Siller, 48 anni, che ha abbandonato con la moglie Varsavia per vivere a Michalovo, una trentina di case in legno, a cinque chilometri dal confine, nella riserva naturale di Bialowieza, l’unica foresta primordiale in Europa. Le querce raggiungono i 50 metri, e per i prati si incontrano branchi di bisonti. Si proteggono piante e animali, si dà la caccia agli essere umani. "Per la gente del luogo tutti sono stranieri, anch’io che vengo da Varsavia, sono persone semplici, e hanno creduto all’inizio alla propaganda del governo, la minaccia di un’invasione, i profughi erano musulmani, gente senza fede, terroristi. Poi ha prevalso l’umanità". Il verde non ricorda il via libera dei semafori, è il colore dell’Islam, precisa Syller. "Non m’importa, quando sono tra noi sono tra noi", ha detto semplicemente una contadina intervista dalla tv privata TVN24. "Dobbiamo aiutare chi ha bisogno". Chi è riuscito a entrare in Polonia, nell’Unione Europea, ha diritto di chiedere asilo, il governo di Varsavia che li respinge, e li riporta in Bielorussia, viola la legge, ma ha decretato lo stato di emergenza in una fascia di tre chilometri sul confine.

È proibito aiutare i profughi, aiutarli con abiti e viveri, o trasportarli verso la Germania. "Ho rassicurato i vicini, dice Syller, non corrono alcun rischio. Non possono venir condannati per aiutare chi rischia la vita. Ma noi offriamo un letto per una o due notti, cibo caldo, e soprattutto pace e sicurezza. Ci chiedono di portarli in Germania, ci offrono soldi, duemila dollari per un passaggio in auto, spiego che non è possibile", Syller e quanti collaborano all’azione restano chiusi in casa, in attesa, se si avventurano nella fascia proibita rischiano l´arresto.