Luca Sacchi con la fidanzata, Anastasia Kylemnyk (Ansa/Facebook)
Luca Sacchi con la fidanzata, Anastasia Kylemnyk (Ansa/Facebook)

Roma, 3 dicembre 2019 - "Non volevo uccidere nessuno, era la prima volta che prendevo una arma in mano". Valerio Del Grosso, considerato l'autore materiale dell'omicidio di Luca Sacchisi è avvalso della facoltà di non rispondere nel nuovo interrogatorio di garanzia a Regina Coeli,  ma davanto al gip ha voluto rendere una dichiarazione spontanea. Del Grosso, arrestato pochi giorni dopo il delitto è stato destinatario di una nuova misura di custodia cautelare in carcere, così come Paolo Pirino, in occasione della nuova tranche di arresti del 29 novembre.

Valerio Del Grosso, accusato dell'omicidio di Luca Sacchi (Ansa)

Anche Paolo Pirino, accusato come Sacchi di concorso in omicidio, non ha risposto al giudice. E la stessa scelta difensiva è stata fatta da Marcello De Propris - colui che avrebbe fornito l'arma - e Giovanni Princi, l'amico di Luca, che secondo gli inquirenti la sera dell'omicidio avrebbe tentato di acquistare la droga insieme alla fidanzata della vittima, Anastasiya Kylemnyk, trovata con 70milia euro nello zaino e indagata per reati di droga. 

"Princi è addolorato per la morte del suo amico Luca a cui era molto legato - si limita a dire l'avvocato del 24enne Massimo Pineschi - Per lui è stata una vicenda dolorosissima. So che anche i genitori di Princi sono sconvolti per quanto accaduto. Il mio assistito è scosso, è alla sua prima esperienza detentiva, potete immaginare come sta. Valuteremo il ricorso al Riesame dopo avere letto tutti gli atti". 

Domani l'interrogatorio di Anastasia 

Domani  toccherà ad Anastasia presentarsi davanti al giudice, che gli chiederà conto di quella somma di denaro destinata all'acquisto di marijuana, poi saltato. Da dove arrivavano quei soldi? C'è un finanziatore come ipotizza la procura? Anastasia sta nascondendo qualcuno? Oltre che dalle dichiarazioni della 25enne, molte risposte si attendono dall'analisi del cellulare che gli inquirenti le hanno sequestrato. Subito dopo il delitto, Anastasia si è limitata a raccontare di aver subito una rapina ad opera di due sconosciuti, negando qualsiasi coinvolgimento suo e di Luca in vicende di droga. Per il gip però  - si legge nella misura cautelare che imponde alla ragazza l'obbligo di firma in caserma - è "chiara, predominante, la volontà di preservare le relazioni criminali acquisite nel mondo della droga con il quale non intende recidere i legami".

La madre di Luca: "Princi non mi piaceva"

E proprio di Anastasia parla la madre di Luca, oggi ospite a Porta a Porta insieme al marito. "Era come una figlia per me", dice Tina ricordando il figlio: "Stavamo insieme e ci divertivamo. Facevamo sempre scherzi, Luca era cosi. Luca manca da morire". Per quanto riguarda Princi, "non mi è mai piaciuto - confessa la donna - ma i figli non sempre ti ascoltano. Ti dicono 'Sei troppo esagerata e protettiva'". "Perché non mi piaceva? Era maleducato, faceva come voleva lui, aprire il frigorifero...In casa mia nessuno fa cosi". Anche il padre di Luca, Alfonso Sacchi, tentò di mettere in guardia il figlio: "Io credo che sia stato Princi a raggirare Anastasia. A Luca dicevo: stai attento a chi hai vicino. Non pensare che tutte le persone sono buone come te". Domani, 4 dicembre, del caso Sacchi si occuperà anche la trasmissione 'Chi l'ha visto' (ore 21.20 su Rai3) che i gentiori del ragazzo ucciso. 

Si cerca l'arma del delitto

Diversi pezzi mancano ancora al puzzle di questo delitto. Uno su tutti l'arma. Non c'è ancora traccia della calibro 38, che Marcello De Propris avrebbe messo a disposizione di Del Grosso e Pirino. Va verificata l'ipotesi che sia stata restituita al 'legittimo' proprietario che il giorno dopo l'agguato al telefono dice a Del Grosso 'mongoloide, portame la tuta', dove "il termine tuta - evidenzia la procura - indica convenzionalmente la pistola". La mazza da baseball, invece, con la quale i due indiziati avrebbero colpito Anastasia e Luca prima di aprire il fuoco. Per il gip Costantino De Robbio, la pistola è stata portata sulla scena del crimine appositamente carica e pronta all'uso. Ciò significa che Del Grosso e Pirino avevano deciso di utilizzarla se non fosse bastata la mazza per vincere la resistenza di Anastasia e del fidanzato. 

Un amico di Luca: usava messaggistica criptata

Intanto è stato diffuso il contenuto di una informativa dei carabinieri con la testimonianza di un amico di Luca presente la sera del 23 ottobre scorso. "L'ultima volta che ho visto Luca è stata una settimana prima dei fatti nella palestra che frequentiamo. Non mi ha raccontato di alcun problema e non mi è sembrato affatto preoccupato. Non mi risulta che Luca facesse uso di sostanze stupefacenti né che frequentasse persone poco raccomandabili". Lo stessa persona ha poi riferito ai militari che anche Luca usava il sistema di messaggistica criptato, Signal, lo stesso utilizzato dalla fidanzata Anastasia.  "Alle ore 22,30 del 23 ottobre - afferma l'amico di Sacchi - ho ricevuto sul mio telefonino cellulare, tramite applicazione Signal, un messaggio da parte di Luca, il quale mi comunicava che era in compagnia della sua fidanzata Anastasia e che mi invitava a raggiungerlo per bere una birra al pub di via Bartoloni".