Limbiate (Monza), 27 febbraio 2021 - Grande folla e commozione ai funerali di Luca Attanasio, l'ambasciatore italiano ucciso in un agguato in Congo insieme al carabiniere Vittorio Iacovacci e a un autista locale. Poco prima delle esequie, l'arcivescovo di Milano Mario Delpini confida ai cronisti: le parole più difficili da trovare sono quelle per la moglie e le figlie "e credo che la parola più significativa è quell'oasi di celebrare la messa e chiedere al Signore di consolare i vivi e accogliere nella sua gloria colui che è andato via così", dice arrivando al campo sportivo di Limbiate, luogo deputato all'estremo saluto.

Nell'omelia, Delpini scandisce: "Tu sarai sempre giovane". Questo "dirà il Signore" a Luca Attanasio nell'incontro immaginato dall'arcivescovo. E tutta l'omelia consiste in un dialogo immaginario tra il giovane ambasciatore e Dio. Un altro passo dell'omelia: "Troppo breve è stata la tua vita. Eppure dall'alto della croce si può gridare: 'È compiuto!', come nel momento estremo si può offrire il dono più prezioso, senza che il tempo lo consumi". L'arcivescovo si rivolge direttamente a Luca Attanasio: "La tua partenza non diventerà una assenza, la tua presenza nella gioia del Padre non sarà una distanza".

Il dialogo tra Dio e Luca Attanasio

Nella sua meditazione su una delle più celebri pagine del Vangelo di Matteo (capitolo 25, versetti 31-46) Delpini ha immaginato un dialogo tra Gesù e l'ambasciatore ucciso: "Descrive quello che potrà dire a me, a ciascuno, il Signore, e quello che io, ciascuno, potremo dire quando staremo soli alla presenza del Signore. Il Signore dirà: 'Da dove vieni Luca, fratello'. E Luca risponderà: 'Vengo da una terra in cui la vita non conta niente', dove si muore e non importa a nessuno, dove si uccide e non importa a nessuno, dove si fa il bene e non importa'".  
Il Signore, secondo il dialogo immaginario proposto dall'arcivescovo replicherà: "Non dire così, Luca, fratello mio. Io scrivo sul libro della vita il tuo nome come il nome di un fratello che amo, di un fratello che mi è caro. Io ti benedico per ogni bicchiere d`acqua, per ogni pane condiviso, per l'ospitalità che hai offerto".  E concludendo l'immaginario faccia a faccia, l'arcivescovo ha detto: "Luca risponderà a sua volta: 'Piango perché piangono le persone che amo; piango perché restano giovani vite che hanno bisogno di abbracci e di baci, di coccole e di parole vere e forti e non sarò là per asciugare le loro lacrime e condividere le loro gioie'. E il Signore dirà: 'Non dire così, Luca, fratello mio. Io manderò lo Spirito Consolatore, Spirito di sapienza e di fortezza, Spirito di verità e di amore e si stringeranno in vincoli d`affetto invincibile coloro che ti sono cari e nessuno sarà abbandonato e io stesso tergerò ogni lacrima dai loro occhi'".

Il messaggio vocale di Luca: "Viva l'Italia"

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"Viva l'Italia, sempre": si conclude così il messaggio vocale di Luca Attanasio fatto ascoltare al termine delle esequie. Un messaggio in cui il giovane ambasciatore comunicava di essere riuscito a sbloccare, dopo molte fatiche, due voli che avrebbero dovuto riportare a casa dallo Stato africano degli italiani preoccupati per le violenze in Congo.

Luca Attanasio e la moglie Zakia. "Vi racconto il loro amore"

A margine delle esequie, l'arcivescovo ricorda: "L'ho conosciuto solo fugacemente, quando è venuto a trovarmi prima del mio viaggio in Congo, ma soprattutto ho avuto la testimonianza dei nostri missionari, della gente che ho visto in Congo che sentivano in lui un alleato per tutte le opere di solidarietà di promozione umana che caratterizzano in generale la presenza delle nostre comunità cristiane". Il campo sportivo della cittadina dove Attanasio è cresciuto e dove abita la sua famiglia si è riempito rapidamente per dare l'ultimo saluto a Luca dopo il funerale di Stato giovedì mattina a Roma. L'ambasciatore sarà poi seppellito nel comune che lo ha visto crescere e al quale era rimasto profondamente legato.

Il feretro di Attanasio, avvolto nel tricolore, è stato benedetto dall'arcivescovo di Milano. Alle esequie, vicini alla moglie dell'ambasciatore, Zakia Seddiki, sono seduti il sindaco di Limbiate, Antonio Romeo, il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Alessandro Fermi, e una delegazione di sindaci dei paesi del territorio. L'ultima tappa è la spoltura nel cimitero di Limbiate, paese nel quale Attanasio è cresciuto e dove risiede la sua famiglia.

Congo, continua la strage dei civili

Continua la strage silenziosa di civili innocenti nel Nord Kivu, la provincia orientale del Congo, dove il 22 febbraio sono stati uccisi Luca Attanasio, il carabiniere di scorta Vittorio Iacovacci, e l'autista congolese Mustafa Milambo. "Con grande sgomento riportiamo la notizia di tre attacchi perpetrati da terroristi Adf/Mtm nell'intervallo da martedì 23 a mercoledì 24 febbraio" riferisce una nota inviata all'Agenzia Fides dal Cepadho (Centro Studi per la Pace, la Democrazia e i Diritti Umani), una Ong locale che da anni documenta e denuncia gli attacchi contro la popolazione civile nel Nord Kivu.