Venerdì 12 Aprile 2024

Lotta alle false recensioni online. Amazon vince la causa: sito chiuso. Ma il giro d’affari resta miliardario

Milano, il tribunale dà ragione alla multinazionale americana, oscurata la piattaforma Realreviews.it. In Rete prodotti rimborsati o compensi fino a 75 dollari per chi scrive valutazioni su commissione. .

Lotta alle false recensioni online. Amazon vince la causa: sito chiuso. Ma il giro d’affari resta miliardario

Sessant’anni, Jeff Bezos è fondatore, presidente e proprietario del gruppo Amazon

Amazon segna un punto a suo favore nella guerra contro le false recensioni. Ieri il tribunale di Milano ha dato ragione al colosso guidato da Bezos ed ha chiuso un sito, Realreviews.it, che offriva ai potenziali recensori un rimborso completo dei prodotti acquistati se avessero pubblicato e fornito la prova di una recensione a cinque stelle. Ma come funziona il mercato delle false recensioni? E, soprattutto, che cosa si può fare in concreto per evitare che i consumatori siano ingannati?

COME SI CREA UNA FAKE

Basta postare la foto del prodotto da recensire, accompagnata da un commento positivo e le immancabili cinque stelle, è il fake è servito. Peccato, infatti, che il prodotto non sia mai stato testato e forse neanche acquistato. In compenso, per quella recensione, l’autore riceve un compenso: direttamente dalla società produttrice o da un "mediatore" che si occupa proprio di gestire le recensioni false. I compensi variano da 25 a 75 dollari. Secondo un rapporto di BusinessDIT il 77% dei consumatori a livello globale consulta regolarmente le recensioni prima di un acquisto, mentre per il 75% una recensione positiva è determinante per procedere con l’acquisto. Eppure, sempre secondo lo stesso dossier, almeno il 30% delle recensioni pubblicate sarebbe falso.

IL GIRO DI AFFARI

Di solito l’operazione avviene attraverso gruppi chiusi su piattaforme social o Forum ai quali si accede solo su invito. Ci sono, poi, le cosiddette "farm" per vendere pacchetti di recensioni finte a venditori, albergatori, ristoratori per aumentare le valutazioni dei prodotti sulle piattaforme. O, magari, per screditare quelle dei concorrenti. In altri casi poi ci sono direttamente le aziende che incentivano le recensioni scritte da dipendenti, amici e parenti per aumentare il ranking. Secondo stime condivise da Fipe-Confcommercio, l’influenza diretta delle recensioni truccate sulla spesa online può arrivare a 152 miliardi di dollari.

LE CONTROMISURE

Le piattaforme hanno da tempo messo in campo una serie di meccanismi per bloccare o scovare le false recensioni, anche attraverso degli algoritmi a prova di fake. Nel 2023 Amazon ha preso provvedimenti nei confronti di 44 soggetti in Europa, promuovendo azioni legali in Spagna, Germania e Francia contro circa 10mila amministratori di gruppi Facebook oltre a bloccare 200 milioni di recensioni sospette. Google ha rimosso 115 milioni di recensioni false di hotel, ristoranti e aziende, Tripadvisor si è fermata a quota 1,3 milioni. Da qualche mese Amazon fa parte anche di una coalizione mondiale per le recensioni autentiche che comprende operatori come Booking.com, Expedia Group, Glassdoor, Tripadvisor e Trustpilot.

LE NORME E LE SANZIONI

Contro le recensioni false si è mosso anche il governo che poco più di un mese fa ha riunito, presso il ministero del Turismo, le principali associazioni del settore. L’obiettivo è di arrivare ad una proposta di legge partendo da una direttiva comunitaria e dal Codice del Consumo. Al momento manca una fattispecie di reato specifica per le recensioni false che rientrano in una strategia usata per falsificare l’opinione comune su un prodotto ai fini commerciali. Un comportamento che può far incorrere nell’accusa di diffamazione o di concorrenza sleale, con un successivo intervento dell’Antitrust. A sua volta l’autorità che vigila sul mercato può decidere sanzioni che possono arrivare anche al 4% del fatturato realizzato in Italia o negli altri Stati membri coinvolti nelle violazioni.