Catanzaro, 21 gennaio 2021 - C'è anche il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa tra gli indagati della maxi operazione contro la 'ndrangreta coordinata dalla Dda di Catanzaro, che questa mattina ha portato a numerosi arresti in tutta Italia. La casa romana del politico è stata perquisita. L'accusa per lui è associazione a delinquere semplice.

"Ho ricevuto un avviso di garanzia su fatti risalenti al 2017 - ha spiegato Cesa in una nota -. Mi ritengo totalmente estraneo, chiederò attraverso i miei legali di essere ascoltato quanto prima dalla procura competente. Come sempre ho piena e totale fiducia nell'operato della magistratura. E data la particolare fase in cui vive il nostro Paese rassegno le mie dimissioni da segretario nazionale come effetto immediato". 

Cesa non è l'unico politico coinvolto nel blitz contro esponenti di spicco di locali cosche calabresi che coinvolgono le provincie di Catanzaro, Vibo e Crotone. Agli arresti domiciliari è infatti finito anche Franco Talarico, segretario regionale dell'Udc e assessore regionale al Bilancio.

Cosche e arresti

In totale sono 50 i destinatari di misure cautelari, di queste 13 sono stati arrestati e portate in carcere, mentre 35 sono state poste ai domiciliari. Tra loro, secondo quanto si è appreso, vi sono molto "molti" colletti bianchi di Catanzaro e provincia. L'operazione, (denominata 'Basso profilo' e condotta da personale della Dia, congiuntamente a polizia, carabinieri e Guardia di finanza, coinvolge i maggiori esponenti delle 'ndrine tra le più importanti di Crotone, Isola Capo Rizzuto e Cutro (come Bonaventura, Aracri, Arena e Grande Aracri), nonché imprenditori di spessore ed esponenti della pubblica amministrazione collusi, secondo l'accusa, con le organizzazioni criminali. Ammontano poi a quasi 100 milioni i beni sequestrati che comprendono compendi aziendali, immobili, autoveicoli, conti correnti bancari e postali. Nel corso delle indagini è stata accertata la movimentazione illecita di denaro per un valore di oltre trecento milioni di euro. 

Fatture false "nuovo oro" delle cosche

Secondo l'inchiesta della procura di Catanzaro, guidata da Nicola Gratteri, il sodalizio criminale  "era particolarmente strutturato alla sistematica evasione delle imposte perpetrata attraverso la costituzione di società fittizie che avevano l'unico scopo di emettere fatture per operazioni inesistenti, ottenerne il pagamento e retrocedere il denaro alle imprese beneficiarie della frode dietro la corresponsione del 11% dell'imponibile indicato nella fattura, affinche' queste ultime potessero ottenere indebiti risparmi d'imposta milionari". Secondo quanto scrivono gli inquirenti, "il nuovo "oro" delle organizzazioni criminali sono le fatture per operazioni inesistenti, merce che oggi è assai ricercata e "trafficata" dalle organizzazioni criminali per i benefici che puo' determinare per gli imprenditori disonesti e per le aziende a gestione o funzionali della 'ndrangheta". Individuato un network complessivo di 159 societa' fruitrici di fatture per operazioni inesistenti e ben 86 societa' "cartiere" emittenti i documenti falsi. 

Il settore prediletto era quello dei servizi e fornitura di dispositivi di protezione individuale (mascherine, caschi, guanti, ecc). i membri dell'organizzazione coordinavano "un drappello di individui incaricati, con costanza e senza soluzione di continuità, di recuperare il denaro corrisposto dalle società beneficiarie della frode, prelevandolo in contanti presso i vari uffici postali dove erano stati accesi specifici conti correnti, retrocedere le somme decurtate del compenso illecito, redigere documentazione fiscale ed amministrativa fittizia nonche' di "arruolare" nuove "teste di legno" ". Durante il passaggio delle somme, da cartiera in cartiera, in taluni casi l'indicazione dell'Iva spariva perche' veniva utilizzato l'espediente normativo. 

 Secondo le indagini venivano quindi inscenate come avvenute operazioni di commercializzazione mai realmente avvenute. Gli inquirenti parlano di aziende prive di sostanza economica, magazzini affittati ma sprovvisti di merce, e mezzi di trasporto che vi permanevano per simulare operazioni di scarico/carico. 

Udc: "Solidarietà a Cesa"

Intanto a Cesa arriva la "piena e totale solidarietà" dei senatori dell'Udc, Antonio De Poli, Antonio Saccone e Paola Binetti. "Siamo scossi. E siamo certi che potrà dimostrare la sua totale estraneità. Confidiamo nell'operato della Magistratura, nell'auspicio che si possa fare chiarezza quanto prima", scrivono i parlamentari in una nota congiunta.

Solidarietà al segretario dell'Udc è anche arrivata anche da diversi esponenti del centrodestra, da Forza italia a Fratelli d'Italia, ma anche dal Gruppo Misto.