Lorenzo Canini, 39 anni (De Pascale)
Lorenzo Canini, 39 anni (De Pascale)

Tavernola Bergamasca, 4 gennaio 2015 - Tragico incidente ieri mattina sul lago d’Iseo, sulla sponda bergamasca, nel territorio comunale di Tavernola Bergamasca. Un sub di Ponteranica Lorenzo Canini, 39 anni, originario di Villa d’Ogna, sposato con Paola e padre di un figlio di appena 2 anni, è morto dopo essere rimasto per oltre due ore sott’acqua, impigliato con le pinne in una rete da pesca a circa 30 metri di profondità. Ancora non è chiaro perchè non sia riuscito a liberarsi. Canini si era immerso alle 9,30 circa insieme con un amico. Le condizioni erano ottimali: acqua calma, tempartura tra 8 e 9 gradi, buona visibilità. Il dramma si è consumato intorno alle 10.30, quando l’amico è risalito e ha dato l’allarme.

Sul posto i militari dell’Arma, gli agenti della polizia locale, l’automedica e l’elisoccorso del 118, i sommozzatori di Monte Isola e Iseo, intervenuti con i volontari della protezione civile, i sommozzatori di Treviglio, quelli del Nucleo dei vigili del fuoco di Como e gli esperti del nucleo soccorso acquatico e del Saf (nucleo speleo alpino fluviale). Da quanto si è appreso, il compagno del sub orobico, dopo aver avvertito i soccorsi, è ridisceso per tentare di aiutare Canini, rimasto intrappolato con le pinne nella rete utilizzata dai pescatori - forse abusivamente - e gli ha lasciato delle bombole di ossigeno. I suoi tentativi di tagliare la rete e di liberare l’amico sono risultati inutili. L’uomo è quindi risalito nuovamente in superficie, uscendo dall’acqua stremato.

Vigili del fuoco, 118 e sommozzatori di Treviglio a Tavernola Sopra (De Pascale)

Gli ulteriori tentativi di salvare lo sfortunato sub da parte dei soccorritori sono durati per più di due ore, ma per il 39enne - nel buio e presumibilmente in preda al panico - purtroppo non c’è stato nulla da fare. Sotto choc l’amico che si era immerso con lui nelle acque del lago d’Iseo. «Ancora non ci credo che Lorenzo sia morto. Era un grande appassionato di immersioni, le aveva fatte numerose volte e non gli era mai accaduto niente», le uniche parole che è riuscito a pronunciare, in lacrime, prima di accasciarsi sul terreno in preda alla disperazione. nel corso delle operazioni di recupero del corpo, è arrivata anche la moglie del 39enne che non ha potuto fare altro che assistere, impietrita, al lavoro dei vigili del fuoco e degli esperti del nucleo speleo alpino fluviale. L’autopsia chiarirà le cause della morte. I carabinieri stanno cercando di accertare se la rete in cui è rimasto impigliato Canini fosse stata messe lì abusivamente.