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4 giu 2022

"Un incubo a casa con mia moglie". E si fa mettere in cella

Un 35enne evade dai domiciliari a Milano e si consegna al commissariato con le valigie: "Una lite dietro l’altra, mi ha anche ferito"

4 giu 2022
marco buticchi
Cronaca
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Alberto Sordi nel film 'Detenuto in attesa di giudizio'
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Alberto Sordi nel film 'Detenuto in attesa di giudizio'

5 giugno 2022 - Alberto Sordi è stato un protagonista insuperabile del cinema mondiale. La sua verve comica era proverbiale. Ma quando si cimentava nei ruoli drammatici, diventava imbattibile. Vi ricordate Albertone in ‘Detenuto in attesa di giudizio’? Un emigrato, rientra dalla Svezia, viene accusato di omicidio e tradotto di carcere in carcere. Sino ad approdare nell’immaginaria Sagunto, in attesa – appunto – di giudizio. Ho sempre immaginato il penitenziario di Sagunto come un luogo talmente lontano che ci si dimentica non solo le chiavi, ma persino chi vi si trova recluso.

Veniamo adesso alla notizia: un detenuto ai domiciliari al Lorenteggio – Milano – ha messo la valigia sul letto preparandosi al suo ‘lungo viaggio’. Non si trattava di una rocambolesca evasione per approdare in Paesi di fiaba ove l’estra(di)zione è quella per cavare i molari. Ma il trentacinquenne in questione, con tanto di valigia, si è presentato alle forze dell’ordine chiedendo di essere portato in carcere. Il motivo? Una mossa per liberarsi dalla legittima consorte. Ebbene sì. L’evaso dai domiciliari ha chiesto di finire dietro le sbarre perché al fresco si sta meglio che in compagnia della compagna di una vita. Tralascio in questa sede le troppo scontate battute mascolino-coniugali che comprendono sotto la medesima jattura suocere, mogli e amanti. Ma vorrei mettere l’accento sulla disperazione di una persona già segnata dagli eventi che preferisce scegliere la galera al matrimonio. Considerandolo un dovere sociale, ho peregrinato in tutte le carceri italiane per incontrare i reclusi. Quindi so quanto in quei luoghi si stia male. Se dovessi mettere sul piatto la privazione della mia libertà, neppure un matrimonio poligamo con tutte le Erinni (Furie per l’antica Roma) mi farebbe propendere per la galera.

Invece il nostro protagonista, nel caldo torrido del sud-ovest meneghino, suffraga la sua decisione mostrando un referto: "Le ho anche buscate con un corpo contundente", dirà ai poliziotti sbigottiti che, vista la dichiarata volontà, hanno arrestato il soggetto per ‘evidente evasione’. In nostro protagonista nordafricano credo sia riuscito in un primato: quello di aver sovvertito con il suo comportamento ogni luogo comune letterario sulla prigionia, da Silvio Pellico a Fuga di Mezzanotte. Adesso immaginatelo nella sua cella sovraffollata, sdraiato sulla branda a castello che si gode un libro, un cruciverba o scambia racconti con i suoi compagni di gattabuia.

Chissà quando gli altri racconteranno le loro malefatte, come risponderà? Magari dirà che lo hanno beccato nel bel mezzo di un tentativo di fuga. Penso, però, che, per non sfigurare nelle gerarchie delle prigioni, ometterà di confessare che fuggiva da sua moglie e non dagli sbirri. Poco male. Importante è sentirsi liberi con la propria coscienza, dicevano i saggi. Liberi anche da una moglie incompatibile. Quando la vita di coppia si fa dura, amici mei, si sta forse meglio a Sagunto! 

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