Roma, 25 settembre 2021 - Dal 15 ottobre non ci saranno più sportelli pubblici "chiusi per smart working", come ha raccontato ripetutamente Renato Brunetta per mettere all’indice la drastica riduzione dei servizi assicurati dalla Pubblica amministrazione a famiglie e imprese durante questi lunghi mesi cominciati a marzo 2020. Con un Dpcm di un solo articolo e tre commi, firmato dal premier Mario Draghi e predisposto proprio dal ministro della Pubblica amministrazione, da metà del prossimo mese, in coincidenza con l’avvio dell’obbligo del Green pass per andare a lavoro, i dipendenti pubblici dovranno tornare in massa nei rispettivi uffici: si stima un rientro pieno per circa 1,3-1,5 milioni di addetti ancora in "lavoro agile" sui 3,2 milioni di...

Roma, 25 settembre 2021 - Dal 15 ottobre non ci saranno più sportelli pubblici "chiusi per smart working", come ha raccontato ripetutamente Renato Brunetta per mettere all’indice la drastica riduzione dei servizi assicurati dalla Pubblica amministrazione a famiglie e imprese durante questi lunghi mesi cominciati a marzo 2020. Con un Dpcm di un solo articolo e tre commi, firmato dal premier Mario Draghi e predisposto proprio dal ministro della Pubblica amministrazione, da metà del prossimo mese, in coincidenza con l’avvio dell’obbligo del Green pass per andare a lavoro, i dipendenti pubblici dovranno tornare in massa nei rispettivi uffici: si stima un rientro pieno per circa 1,3-1,5 milioni di addetti ancora in "lavoro agile" sui 3,2 milioni di occupati, con 320 mila non vaccinati allo stato attuale. A spiegare l’operazione è lo stesso Brunetta: "Con la firma del presidente del Consiglio al decreto che fa cessare il lavoro agile come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nella Pa si apre l’era di una nuova normalità e si completa il quadro avviato con l’estensione dell’obbligo di green pass a tutto il mondo del lavoro: dal 15 ottobre i dipendenti pubblici torneranno in presenza, e in sicurezza".

Bollettino Covid del 25 settembre: dati e contagi

Su quest’ultimo versante è atteso un provvedimento ministeriale che conterrà "indicazioni operative affinché il rientro negli uffici sia rispettoso delle misure di contrasto al Covid-19 e coerente con la sostenibilità del sistema dei trasporti". Il che lascia intendere che dovranno essere riviste le norme sul distanziamento e che si interverrà sugli orari d’ingresso e d’uscita dagli uffici, scaglionandoli come già avviene nelle scuole, in modo da evitare che nelle ore di punta si creino assembramenti sui mezzi di trasporto. L’obiettivo del cambio di regime è spiegato nella relazione al Dpcm: "Nell’attuale fase storica ed economica che il Paese sta vivendo, occorre sostenere cittadini e imprese nelle attività connesse allo sviluppo delle attività produttive e all’attuazione del Pnrr". Non a caso a tornare in ufficio saranno in primo luogo i lavoratori che garantiscono servizi diretti al cittadino, che fino ad oggi erano rimasti chiusi o accessibili solo su prenotazione. "Prima chi lavora agli sportelli, poi chi sta dietro agli sportelli, nel back office, e in parallelo le amministrazioni centrali e periferiche".

Un ritorno graduale, dunque, con una percentuale di lavoratori che rimarrà comunque in smart working anche se entro la fine di ottobre tutti i dipendenti dovrebbero rientrare in ufficio. In attesa che arrivino le nuove regole per il lavoro agile, che serviranno quando finirà lo stato d’emergenza e che riguarderanno anche chi ha un contratto part time o a termine con la Pa. Saranno definite (con una percentuale del 15 per cento) con il rinnovo del contratto in discussione in questi giorni a partire da quello che i sindacati ritengono sia un punto fermo: trovare "il giusto equilibrio tra il bisogno di una migliore conciliazione dei tempi di vita e di lavoro con le esigenze di innovazione e miglioramento della qualità dei servizi".

L’adesione, secondo l’ultima bozza, sarà sempre "consensuale e volontaria". Non ci saranno vincoli di luogo di lavoro, anche se non potrà essere svolto dall’estero a meno che la sede di lavoro sia fuori dall’Italia. Nell’accordo dovranno essere definite anche le giornate in smart working e gli orari delle tre fasce di lavoro da remoto (operatività, contattabilità e inoperabilità). Sarà facilitato l’accesso ai genitori di bambini con meno di tre anni, ai dipendenti portatori di handicap gravi e a quelli che li assistono.

Il decreto in Pdf

Leggi anche:

Lavoratori senza Green pass: blocco stipendio ma niente sospensione. Decreto: il Pdf