Il premier dell’Inghilterra, Boris Johnson, 57 anni, ha spiegato ieri la strategia della dose addizionale
Il premier dell’Inghilterra, Boris Johnson, 57 anni, ha spiegato ieri la strategia della dose addizionale
Le stime dei ricercatori inglesi attribuiscono alla campagna vaccinale nazionale – "uno dei maggiori successi mondiali" finora, stando al professor Van-Tam – "l’incredibile" risultato di aver già prevenuto oltre Manica "112mila morti e 24 milioni di contagi". Ed ecco che su questo ’miracolo’, Londra scommette ancora sugli antidoti al Covid. Una puntata per affrontare le incognite invernali di una pandemia che non è ancora sconfitta e allontanare, se si potrà, lo spettro dell’ennesimo lockdown. Boris Johnson e il suo governo ufficializzano i piani anti...

Le stime dei ricercatori inglesi attribuiscono alla campagna vaccinale nazionale – "uno dei maggiori successi mondiali" finora, stando al professor Van-Tam – "l’incredibile" risultato di aver già prevenuto oltre Manica "112mila morti e 24 milioni di contagi". Ed ecco che su questo ’miracolo’, Londra scommette ancora sugli antidoti al Covid. Una puntata per affrontare le incognite invernali di una pandemia che non è ancora sconfitta e allontanare, se si potrà, lo spettro dell’ennesimo lockdown. Boris Johnson e il suo governo ufficializzano i piani anti Covid in vista della stagione fredda, formalizzando – con il placet finale di una batteria di consulenti medico scientifici – il via libera al terzo richiamo vaccinale ("preferibilmente" Pfizer o Moderna) che dalla prossima settimana sarà "offerto" gradualmente a tutte le persone residenti nel Regno Unito dai 50 anni in su e a tutti "i vulnerabili", 30 milioni d’individui; nonché a una prima singola dose estesa da fine settembre all’intera platea dei ragazzi fra 12 e 15 anni tornati in aula nelle scuole. Il messaggio martellato da tutti come un mantra è che la pandemia rimane attiva sull’isola (a un ritmo di circa 30mila casi giornalieri alimentati dalla variante Delta del virus, sia pure con una proporzione di ricoveri e soprattutto decessi largamente inferiore rispetto alle ondate dei mesi passati). E che quindi occorre restare "vigili e in guardia" nella prospettiva di un inverno inevitabilmente "accidentato", dato l’incrocio prevedibile fra questi contagi e le infezioni respiratorie stagionali. Un contesto in cui i vaccini sono nelle parole di Johnson e Javid "la nostra migliore chance per convivere con il Covid senza ulteriori restrizioni sociali ed economiche severe". E per lasciare che il Regno, pur nella consapevolezza dei "rischi", possa sperare di continuare a essere "una delle società più libere e delle economie più aperte d’Europa", con il record di rimbalzo del Pil fra i G7 da inizio 2021.

Di qui l’appello a vaccinarsi con urgenza ribadito ai 5-6 milioni di britannici sotto i 16 anni che ancora non lo hanno fatto, in un Paese che pure può contare su picchi d’immunizzazione pari a oltre l’81% della popolazione adulta totale con due dosi e al 90% circa almeno con una. Ma anche il monito sul fatto che di Covid si continua a morire e che "quasi il 99% dei decessi" registrati nella prima metà del 2021 ha riguardato persone "non doppiamente vaccinate". E BoJo ha anche un piano B, nel caso il primo non funzionasse: nuove restrizini, limitate comunque. Dallo smart working all’obbligo di mascherina nei luoghi pubblici al chiuso. Oltre che nell’eventuale adozione del Green pass vaccinale per l’accesso a locali notturni o eventi di massa: uno strumento che lo stesso governo britannico ha rinunciato in extremis a imporr.

red. est.