Stamattina si apre una fase nuova della campagna vaccinale in Lombardia: la locomotiva d’Italia è costretta a rifugiarsi sotto l’ala informatica di Poste italiane (che supporta la logistica dell’esercito tracciando le dosi di antiCovid sin da Pratica di Mare) dopo il flop del sistema di prenotazione dell’azienda regionale Aria, sul quale erano stati stanziati 22 milioni di euro ma che, tra centri vaccinali lasciati vuoti o in overbooking e anziani spediti a decine di chilometri da casa, ha accidentato l’ultimo mese e mezzo di vaccinazioni. I 449.862...

Stamattina si apre una fase nuova della campagna vaccinale in Lombardia: la locomotiva d’Italia è costretta a rifugiarsi sotto l’ala informatica di Poste italiane (che supporta la logistica dell’esercito tracciando le dosi di antiCovid sin da Pratica di Mare) dopo il flop del sistema di prenotazione dell’azienda regionale Aria, sul quale erano stati stanziati 22 milioni di euro ma che, tra centri vaccinali lasciati vuoti o in overbooking e anziani spediti a decine di chilometri da casa, ha accidentato l’ultimo mese e mezzo di vaccinazioni. I 449.862 lombardi tra i 75 e i 79 anni saranno i primi a poter prenotare il vaccino col sistema Poste, sul portale Internet o al telefono (800 894 545), o in un Postamat.

Il sistema Poste "risolverà tutti i problemi", ha assicurato il generale commissario Francesco Paolo Figliuolo. Il consulente della Regione Guido Bertolaso precisa che i tecnici lavorano da un mese alla nuova piattaforma che, spiega Mirko Mischiatti, responsabile Digital Technology & Operation di Poste, è "in grado di gestire i volumi di traffico" della Lombardia che coi suoi dieci milioni di abitanti (un sesto della popolazione italiana) "non ha eguali nel Paese". A ieri mattina, sottolinea il governatore Attilio Fontana, in Lombardia erano comunque state iniettate un milione 628.874 dosi di antiCovid. "Qui arriva il 16% dei vaccini e si somministra il 21% delle dosi iniettate quotidianamente in Italia, a volte un quarto del totale", rivendica Bertolaso. "Il successo della nostra campagna influirà su quella nazionale", chiosa la vicegovernatrice al Welfare Letizia Moratti (nella foto) citando il commissario Figliuolo e il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio, che mercoledì hanno promosso il piano lombardo per la "campagna massiva" che partirà il 12 aprile con le prime iniezioni ai 75-79enni, una volta concluso il giro della prima dose per gli ultraottantenni (a ieri mattina l’aveva ricevuta il 63% dei 660.655 over 80, e il 28% aveva fatto il richiamo).

Il piano di massa è un "modello misto", che accanto a unità mobili, ospedali, medici di base e farmacie schiera 76 megacentri da 144mila iniezioni al giorno a regime. Bertolaso mostra un calendario in ordine anagrafico, con un doppio binario a seconda delle forniture che arriveranno. L’ipotesi "ottimale", più accreditata, prevede di arrivare a 65mila vaccini al giorno dal 27 aprile e a 144mila entro metà maggio. Nello scenario peggiore, il 10 giugno gli ultrasessantenni sarebbero coperti con una dose, "un’operazione tipo Israele, che permetterebbe di ridurre radicalmente le ospedalizzazioni"; nel migliore accadrebbe verso il 20 maggio, e gli altri 5,6 milioni di lombardi da 16 a 59 anni avrebbero il vaccino entro il 20 luglio. Nell’ipotesi peggiore, gli under 49 ci arriverebbero dopo metà ottobre.

Giulia Bonezzi