Milano, 18 gennaio 2021 - Il ricorso al Tar della Lombardia è pronto, sarà depositato questa mattina. La Regione non cede di un millimetro e procederà per vie legali contro la decisione del governo di far scattare la zona rossa, da ieri, nella regione guidata dal leghista Attilio Fontana. Dei quasi 15 milioni di italiani sotto lockdown, oltre 10 milioni sono lombardi, un sesto degli abitanti dell’intera penisola. Nell’area che da sola produce il 22 per cento del Pil, per 368 miliardi di euro di valore, ci sono oltre 51mila fra bar e ristoranti, un quinto dei 256mila che la Coldiretti – stime di ieri – ritiene...

Milano, 18 gennaio 2021 - Il ricorso al Tar della Lombardia è pronto, sarà depositato questa mattina. La Regione non cede di un millimetro e procederà per vie legali contro la decisione del governo di far scattare la zona rossa, da ieri, nella regione guidata dal leghista Attilio Fontana. Dei quasi 15 milioni di italiani sotto lockdown, oltre 10 milioni sono lombardi, un sesto degli abitanti dell’intera penisola. Nell’area che da sola produce il 22 per cento del Pil, per 368 miliardi di euro di valore, ci sono oltre 51mila fra bar e ristoranti, un quinto dei 256mila che la Coldiretti – stime di ieri – ritiene a rischio chiusura, con un fatturato dimezzato (-48%) e quasi 41 miliardi di euro in fumo. Così, il governatore, indica su Facebook l’obiettivo della dura presa di posizione della Lombardia: "Ora facciamo ricorso. Puntiamo a sederci al tavolo tecnico della modifica dei parametri, che il governo ha più volte promesso, ma mai aperto, anzi, ha stretto le soglie sugli stessi parametri e portato la Lombardia in zona rossa".

Il presidente si riferisce all’indice Rt, che calcola la trasmissibilità del virus nel tempo in base alla curva dei casi giornalieri. Su questo fronte, nel tardo pomeriggio, scende in campo anche la vicepresidente e assessore al Welfare Letizia Moratti, che sollecita al ministro della Salute Roberto Speranza una sospensione per 48 ore, in via cautelare, dell’ordinanza sulla zona rossa.

Una sospensione in attesa dell’aggiornamento degli indici Rt basati su dati che configurerebbero per la Lombardia un livello di rischio attuale più mite. "La revisione sollecitata per martedì sulla base di questi dati – sottolinea la Moratti – potrà essere molto più puntuale e oggettiva e dimostrare il minor grado di rischio di Regione Lombardia. Si tratta di una sospensiva di 48 ore che sono certa troverà poi una conferma definitiva per l’intera Regione a seguito del ricalcolo degli indici che alla data del 16 gennaio a Regione Lombardia risulterebbe di 1,01 in decremento dall’1,17 di domenica 10 gennaio". La nota dell’assessore è corredata da una serie di tabelle, che indicano, riferite a ieri, 15,9 nuovi positivi ogni 100 mila abitanti, 6,40 nuovi positivi per 100 tamponi e 4,51 ricoverati in terapia intensiva ogni 100 mila abitanti. Non solo. C’è anche una tabella che mostra la Lombardia al primo posto tra le Regioni per vaccini anti-Covid somministrati: 177.282.

Tutti dati, al di là di quello sulle vaccinazioni, che secondo Palazzo Lombardia portano a concludere che la zona rossa è un provvedimento troppo severo. "Sono convinto che la zona arancione, con una particolare attenzione sulle scuole, avrebbe garantito la sicurezza – insiste Fontana –. Il governo deve rivedere gli incongrui parametri che regolano la vita dei cittadini". Sono argomenti che il presidente della Regione aveva anticipato a Speranza in una lettera già venerdì, quando la trattativa sulla zona rossa per le Lombardia era aperta, perché il ministro non aveva ancora firmato l’ordinanza. Sabato, però, la firma è arrivata e la Regione ha confermato che presenterà ricorso al Tar.