"Amareggiata, ma non rassegnata". Così Gina Lollobrigida, 94 anni, ha commentato, attraverso il legale di fiducia, la conferma della Cassazione secondo la quale l’attrice dovrà mantnere un tutore che gestirà il suo patrimonio e i suoi beni. La suprema Corte ha accolto quindi la richiesta del figlio, Andrea Milko Skofic, 64 anni, con cui la Lollo ha sempre avuto rapporti molto difficili. Secondo la...

"Amareggiata, ma non rassegnata". Così Gina Lollobrigida, 94 anni, ha commentato, attraverso il legale di fiducia, la conferma della Cassazione secondo la quale l’attrice dovrà mantnere un tutore che gestirà il suo patrimonio e i suoi beni.

La suprema Corte ha accolto quindi la richiesta del figlio, Andrea Milko Skofic, 64 anni, con cui la Lollo ha sempre avuto rapporti molto difficili.

Secondo la Cassazione, pur escludendo una situazione di "infermità mentale derivante da patologie psichiatriche", i periti hanno evidenziato "un indebolimento della corretta percezione della realtà" e uno stato di "vulnerabilità" che rende "possibile l’altrui opera di suggestione". "La signora Lollobrigida è molto amareggiata e non si rassegna a una decisione che ritiene dannosa e profondamente ingiusta oltre che lesiva della sua dignità", ha confermato l’avvocato. "La Cassazione ha confermato l’amministratore di sostegno per Gina Lollobrigida? Ci arrendiamo solo se ci ammazzano, altrimenti non ci arrenderemo mai", ha aggiunto Andrea Piazzolla, 33 anni, in precedenza factotum della diva e poi suo compagno.

A metà settembre Piazzolla, ex amministratore delle società dell’attrice, era stato rinviato a giudizio. Secondo i giudici avrebbe approfittato della fiducia in lui riposta dalla Lollobrigida per vendere 350 beni e opere custodite nella casa dell’attrice. Con lui il ristoratore Antonio Salvi, che avrebbe provato a improvvisarsi intermediatore con la casa d’asta che avrebbe dovuto battere i pezzi. L’attrice sarebbe stata indotta a "credere che la traslazione dei beni in posto diverso dalla abitazione fosse solo finalizzata al deposito temporaneo degli stessi e a preservarli da eventuali aggressioni da parte dell’autorità giudiziaria". E per questo avrebbe firmato "tre mandati a vendere e affidare alla casa d’aste, che ne predisponeva la successiva vendita all’incanto numerosissimi beni consistenti in cimeli, oggetti d’arte, antichità, preziosi, mobili di arredo del valore minimo stimato di 300 mila euro".

red. int