La foto di Aldo Moro scattata dalle Brigate Rosse nel 1978 (Ansa)
La foto di Aldo Moro scattata dalle Brigate Rosse nel 1978 (Ansa)

Roma, 18 gennaio 2019 - Accetterebbe di scontare l'ergastolo in Svizzera l'ex br Alvaro Lojacono, uno dei condannati per il caso Moro, che, oramai cittadino svizzero, dopo quasi vent'anni di silenzio e il recente arresto dell'ex Pac Cesare Battisti, fa la clamorosa rivelazione in un'intervista a 'Ticino online'. Se l'Italia presentasse una richiesta di exequatur corretta e completa (cioè per tutte le condanne italiane cumulate), con la garanzia di non procedere più per gli stessi fatti, spiega Lojacono nel colloquio esclusivo con il giornale ticinese, "io l'accetterei senza obiezioni, almeno metteremmo la parola fine a questa vicenda". In pratica, l'ex terrorista accetterebbe di scontare nel paese elvetico l'ergastolo inflittogli da un giudice svizzero, secondo le sentenze italiane.

Alvaro Lojacono, che per la strage di via Fani deve scontare appunto un ergastolo, all'epoca dell'agguato aveva 22 anni. Ora ha 63 anni e, grazie al passaporto e al cognome della madre, vive in Svizzera da uomo libero, sotto il nome Alvaro Baragiola. Lavora, ha una famiglia e la sua fedina è pulita dopo aver scontato una pena di 17 anni inflittagli per fatti di sangue (inclusi nella sentenza Moro1-bis).  "L'Italia non riconosce, né può riconoscere, la carcerazione sofferta in Svizzera per gli stessi fatti e reati - spiega Lojacono nell'intervista a Ticino online - perché non solo non ha chiesto alla Svizzera l'estradizione, ma neppure ha chiesto alla Confederazione di processarmi in Svizzera".

Per quale motivo le autorità italiane hanno scelto di non chiedere l'estradizione o il processo in via sostitutiva? "Bisognerebbe chiederlo a loro. Io non lo so e posso solo fare delle ipotesi, forse l'Italia non ha voluto che uno stato straniero mettesse il naso nel processo Moro. Sarebbe comprensibile. Qualunque sia la ragione non sono le autorità svizzere, né una mia presunta opposizione, ad aver creato l'impasse attuale", sottolinea Lojacono nell'intervista esclusiva del 'Ticino Online', aggiungendo: "Forse è più facile non fare nulla e sbraitare contro la Svizzera e il sottoscritto; su un 'latitante' si può dire qualsiasi cosa perché non è in condizione di difendersi...".